Da sabato scorso è formalmente entrato in vigore il provvedimento che istituisce il reddito di inclusione, una misura di contrasto alla povertà che sarà operativa dal prossimo 1 gennaio 2018. Il reddito di inclusione sostituirà completamente le attuali Sia e Asdi e la cifra erogabile mensilmente varierà dai 187,50 euro fino a 485,41 euro, in base al numero di componenti del nucleo familiare. Secondo quanto dispone l'articolo 2 del relativo decreto,dal primo gennaio 2018 il Reddito di inclusione sarà l'unica misura "a livello nazionale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale", una misura che avrà carattere universale e la cui erogazione sarà condizionata all'adesione "a un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa". In poche parole, dunque, il reddito di inclusione mira da una parte a erogare un assegno mensile di importo minimo che possa fornire un aiuto economico alle persone che versano in condizione di estrema povertà, ma dall'altra parte mira soprattutto ad attivare progetti che possano permettere a queste persone di uscire dalla propria condizione di povertà e renderle autonome dal punto di vista sociale ed economico.

A chi spetta il reddito di inclusione.

Secondo quanto disposto dal provvedimento pubblicato il 13 ottobre in Gazzetta Ufficiale, il Rei sarà riconosciuto ai nuclei familiari che versino in condizione di povertà sia al momento della presentazione della domanda che per tutta la durata dell'erogazione del beneficio. Per richiedere il Rei bisognerà rispettare i seguenti requisiti

– essere cittadini dell'Unione o familiari titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadini di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (il requisito va posseduto dal richiedente);

– essere residenti in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda;

– essere in possesso di un valore Isee in corso di validità non superiore a 6mila euro;

– essere in possesso di un valore dell'Isre non superiore a 3mila euro;

– essere in possesso di un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro e di un patrimonio mobiliare, non superiore a una soglia di 6mila euro, accresciuta di 2mila euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo fino a un tetto di 10mila euro;

– nessun componente del nucleo familiare potrà essere intestatario o avere disponibilità di autoveicoli o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (fatti salvi quelli per i disabili), né di navi e imbarcazioni da diporto;

– avranno precedenza i nuclei familiari che presentano al proprio interno un minorenne, un disabile o una donna in stato di gravidanza accertata, oppure un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi "in stato di disoccupazione per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale" e abbia finito da almeno tre mesi di beneficiare dell'intera prestazione per la disoccupazione o che non abbia diritto alla stessa e risulti disoccupato da almeno tre mesi.

Il reddito di inclusione non è incompatibile con lo svolgimento di una qualsivoglia attività lavorativa, ma non potrà però essere richiesto nel caso in cui un qualsiasi componente del nucleo familiare stia fruendo di Naspi o altri ammortizzatori sociali.

Importo dell'assegno e durata del Rei.

Il reddito di inclusione potrà essere erogato per un periodo continuativo massimo non superiore a 18 mesi e potrà essere rinnovato qualora siano trascorsi almeno 6 mesi dal giorno di cessato godimento della misura. Il decreto dispone che il Rei sia pari, su base annua, "al valore di euro 3.000 moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare". Gli importi variano da un minimo di 187,50 euro fino a 485,41 euro, calcolati sulla base del numero di componenti del nucleo familiare richiedente.

Come richiedere il Rei.

Il reddito di inclusione potrà essere richiesto direttamente al proprio comune di residenza, nei punti che verranno predisposti dall'ente. Il modulo di domanda sarà predisposto dall'Inps e potrà essere presentato a partire dal prossimo primo dicembre 2017. L'importo mensile sarà dunque erogato dall'Inps a partire dall' 1 gennaio 2018 e sarà vincolato alla sottoscrizione e accettazione del progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa.

L'importo mensile verrà caricato a chi ne avrà diritto sulla cosiddetta "Carta Rei". Tramite la carta sarà possibile sia prelevare contanti, entro un limite mensile non superiore alla metà del beneficio, che effettuare acquisti di generi alimentari.