Lutto per l’Arma dei Carabinieri. Se n’è andato all’improvviso, lasciando familiari, amici e tanti colleghi increduli, il maresciallo maggiore dei carabinieri Gaetano Scola, effettivo al Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia carabinieri di Pordenone. A trovarlo senza vita nella loro abitazione di Torre, colto da un malore che non gli ha lasciato scampo, è stata la moglie, al rientro dal turno di lavoro. Se n’è andato all’età di cinquantadue anni con discrezione, qualità che secondo chi lo conosceva ha contraddistinto la sua esistenza. A dar notizia dell’improvviso decesso del carabiniere Gaetano Scola sono i quotidiani locali. Il sottufficiale, che dal 2000 era in servizio a Pordenone prima alla stazione carabinieri e poi al nucleo operativo, era originario di Palermo. Si era arruolato nel 1987 e, divenuto sottufficiale due anni dopo, aveva svolto servizio in contesti operativi ad alto indice di criminalità organizzata tra Sardegna e Sicilia, distinguendosi per impegno nel servizio, rettitudine e altissimo senso di responsabilità. Nei 18 anni trascorsi a Pordenone ha preso parte ad attività investigative di grande rilievo, risultando investigatore di alto livello e grande motivatore per i colleghi.

Tra qualche giorno avrebbe ricevuto l’encomio – Fra qualche giorno gli sarebbe stato tributato l’encomio semplice per l’attività investigativa svolta a seguito dell’omicidio dei fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone, avvenuto a Pordenone nel 2015. Al comando provinciale lo ricordano come un marito esemplare e padre premuroso che ha improntato il suo agire quotidiano a quegli ideali di estrema dedizione all’istituzione e alla sua famiglia: Scola lascia la moglie Tiziana, agente della polizia stradale di Pordenone, e le figlie Sarah e Lorella. I funerali del maresciallo saranno celebrati giovedì 6 dicembre, alle 15, nella chiesa dei santi Ilario e Taziano di Torre.