Le parole del presidente francese Emmanuel Macron e del portavoce del suo partito, la Republique En Marche, sono state già criticate dal governo e da alcuni suoi esponenti. A rincarare la dose ci pensa Luca Zaia, presidente della regione Veneto, intervistato da Fanpage.it. Secondo Zaia la polemica messa in campo da Macron è “stucchevole”, anche perché il presidente francese dovrebbe “prima farsi un esame di coscienza”. “Apra i suoi porti”, è l’invito che gli rivolge Zaia che si dice convinto che Macron abbia paura perché c’è il rischio che “anche la Francia debba dare il suo contributo”. In sostanza, per Zaia le parole del presidente francese “dimostrano che l’Italia è sola” e che l’Europa è “vergognosamente distratta”.

Nell’intervista a Fanpage.it, Zaia chiarisce sin da subito il suo pensiero sui commenti che arrivano dalla Francia: “Penso che queso modo di esprimersi si qualifichi da solo. È a dir poco stucchevole la polemica che mette in piedi Macron. Dovrebbe prima farsi un grande esame di coscienza, dato che dalla Francia abbiamo conosciuto addirittura la sospensione di Schengen a singhiozzo, Ventimiglia docet. Abbiamo anche visto rispedire in Italia i migranti che tentavano di andare in Francia”. A questo punto l’esponente leghista lancia una sorta di provocazione: “Se Macron vuole fare tanto l’eroe, apra anche i suoi porti. Anzi, deduco da queste parole che le navi potranno andare nei porti francesi che sono facilmente raggiungibili: la Francia ha un sacco di coste e porti”.

Sulla questione Aquarius Zaia sostiene che “l’Italia e Salvini abbiano avuto una occasione per porre una questione in una Europa completamente distratta e disattenta, che fa la morale con alcuni Paesi membri ad altri che si stanno sobbarcando tutto il peso di questi flussi migratori: 200mila migranti all’anno non sono pochi e poi sentirsi dire frasi come queste da Macron…”.

Secondo il presidente della regione Venetole parole di Macron dimostrano che l’Italia è sola, nel senso che Macron si agita perché sa che se l’Italia non riceve più lui deve cominciare ad aprire i porti, è logico questo”. A muovere il presidente francese, quindi, è una sensazione di paura: “Certo, se salta il sistema del ’vai avanti te che io intanto ci penso’, vuol dire che anche la Francia dovrà dare il suo contributo. Continuo a dire che per l’Europa, vergognosamente distratta, Lampedusa è il confine d’Italia e invece è il confine d’Europa”.