Il fiume Gave è esondato e la grotta di Lourdes, che ogni anno raccoglie sei milioni di pellegrini, è stata sommersa dalle acque. Le spettacolari immagini che arrivano dalla Francia ricordano molto il disastro del 2013, quando la furia del fiume riempì completamente la grotta d’acqua, distruggendo un ponte e creando danni per decine di migliaia di euro alle strutture di uno dei santuari più amati dai cattolici e non solo da loro.

A Lourdes, una piccola cittadina sui monti Pirenei, piove quasi ininterrottamente da 72 ore. La direzione del Santuario, d’accordo con le forze dell’ordine, non ha potuto far altro che sbarrare i cancelli: la grotta è inaccessibile ai pellegrini, così come le piscine e le fontane dove da un secolo e mezzo si bagnano persone sane e malate per chiedere una grazia alla Madonna.

Davanti alla grotta sono state poste barriere protettive di plastica, per limitare i danni causati dall’acqua. La passerella mobile costruita dopo la distruzione del 2013 è stata sollevata ed è inaccessibile al pubblico. Al momento, a Lourdes è allerta meteo arancione e si teme un ulteriore peggioramento. In città la preoccupazione aumenta, al punto che sono stati evacuati preventivamente parcheggi ed alcuni hotel.

La Chiesa cattolica ha riconosciuto ufficialmente che nel 1858 la Vergine Maria apparve ad una povera pastorella analfabeta, Bernadette Soubirous, per diciotto volte, chiedendole la costruzione di una cappella, la conversione dei cuori e preghiere per i peccatori. Da allora, il flusso di pellegrini verso il piccolo centro pirenaico non si è mai fermato.