Ha ucciso la sorella facendole bere acido muriatico e poi ha tentato il suicidio ingerendo la stessa sostanza. Se Rosangela, settantatré anni, è morta quasi subito, il fratello Antonino Paratore però è rimasto sospeso tra la vita e la morte per mesi. E solo quando si è svegliato dal coma l’uomo di sessantasette anni ha scoperto di essere accusato di omicidio. Lo scorso maggio Paratore, residente in una piccola frazione di San Salvatore Monferrato, nella provincia di Alessandria, aveva ucciso la sorella Rosangela e subito dopo aveva a sua volta ingerito acido muriatico. Dopo la tragedia familiare l’uomo è stato ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale civile di Alessandria e poi è stato trasferito a Casale. Solo quando le sue condizioni sono migliorate il suo legale, l’avvocato Daniela Sogliani, gli ha spiegato cosa è accaduto. Riesce nuovamente a comunicare per cui a breve dovrebbe essere interrogato dal pubblico ministero.

Il dramma familiare a maggio – Antonino Paratore e la sorella Rosangela, gravemente invalida dalla nascita, vivevano insieme nella casa nell’Alessandrino. Era proprio il fratello, seguito per motivi psicologici, a prendersi cura della donna. Secondo la ricostruzione dei quotidiani locali, per un periodo, quando Rosangela non era ancora tanto grave, i due fratelli avevano anche lavorato insieme all’ospedale Santo Spirito, lui come infermiere e lei come centralinista. Poi lo scorso maggio la tragedia: l’uomo ha comprato diversi flaconi di acido muriatico e ha costretto la sorella a berlo. Poi lui stesso ha cominciato a bere uno dei falconi ed è svenuto prima di finirlo. I carabinieri giunti sul posto hanno trovato l’uomo riverso sul pavimento della propria abitazione con accanto una bottiglia di acido muriatico, il cui contenuto era stato in parte ingerito, e in un'altra stanza la sorella accanto alla quale c'era una bottiglia dello stesso liquido.