Sul Blog delle stelle, il giornale grillino, è stata denunciata una norma che riguarda l'Agenzia delle entrate, contenuta in un decreto interministeriale. Una norma di cui nessuno parla, tra i dirigenti dell'Agenzia, e che però rischia di spianare sempre più la strada ai corrotti. L'articolo scovato dal M5s riguarda in particolare proprio i dirigenti del fisco: figure di primo piano, che per raggiungere i ruoli apicali dovrebbero sostenere delle prove concorsuali. Ma con questo decreto interministeriale, da un eventuale concorso possono essere esclusi coloro che sono stati condannati per reati contro la Pubblica amministrazione: ma questa resta una decisione discrezionale. C'è di più: ci sarebbe una sorta di via libera per tirare fuori le Agenzie fiscali dal perimetro dalla Pubblica ministeriale, rischiando di abbassare la soglia della legalità per i dirigenti e partecipanti al concorso.

Ma procediamo con ordine. Nel 2015 la Consulta boccia l'assegnazione degli incarichi per più di 800 dirigenti, prima semplici funzionari chiamati in modo discrezionale. Ma alle Entrate e alle Dogane hanno aggirato la sentenza della Corte Costituzionale assumendo i dirigenti in ruoli di Pos e Pot, ovvero Posizioni organizzative speciali, e Posizioni organizzative temporanee. La differenza rispetto alle posizioni precedenti, è solo lo stipendio:Pos e Pot guadagnano circa il 10% in meno. In questi ultimi anni sono stati chiamati 700 dirigenti per ricoprire questi incarichi.

Nel decreto interministeriale del 6 giugno scorso voluto dalla Madia e da Padoan, sulle prove concorsuali per le Agenzie fiscali, riscossione e dogane, all'articolo 2 comma 6, c'è scritto che potranno partecipare "Coloro che abbiano riportato sentenze penali di condanna ancorché non passate in giudicato o di patteggiamento, diverse da quelle per le quali è ammesso il beneficio della sospensione condizionale della pena”. Restano fuori solo coloro che abbiano ricevuto la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. La preoccupazione del M5S è che possano essere ammesse con questo decreto persone che si sono macchiate di reati contro il patrimonio, reati di corruzione e peculato. Il decreto è pronto, e per entrare in vigore si attende che passi la riforma sulle Agenzie fiscali, che al momento si trova al Senato in commissione Finanza. La riforma nasce dal fatto che l'anno scorso l'Ocse e l'Fmi hanno chiesto al Parlamento di concedere più autonomia gestionale alle Agenzie fiscali, affinché funzionassero meglio, distaccandosi dalla Pubblica amministrazione.

Ma il M5s lancia l'allarme, e stando a un'indagine condotta in seguito a un'interpellanza, nelle Agenzie fiscali ci sarebbero oltre 340 persone tra indagati e condannati.

In attesa di un nuovo concorso delle Agenzie delle entrate, che ancora non è stato annunciato, ma che dovrebbe essere bandito entro il 30 giugno 2018, Cecilia Guerra (Mdp), relatrice del ddl sulle Agenzie fiscali sta preparando gli emendamenti alla riforma, che potrebbe essere approvata a breve ed essere inserita nella legge di Bilancio. Nella riforma è esplicitato il ricorso alle prove pratiche per diventare dirigenti dell’Agenzia delle entrate, maggiori possibilità di stipulare contratti di collaborazione con personale esterno e il salvataggio dei Pos. Si legge nel testo del Blog delle Stelle: "Si prevede che possano aumentare fino al 20% i dirigenti nominati dall’esterno per la seconda fascia e fino al 15% quelli di prima fascia. Senza dimenticare che il testo interministeriale del giugno scorso riserva il 30% dei posti dei concorsi a chi è già in organico dentro le Entrate o le Dogane".