Paura nella mattinata di oggi, mercoledì 2 gennaio, nella base addestrativa dell'Esercito italiano a circa 20 chilometri da Herat, in Afghanistan: un razzo Rpg è stato esploso contro un mezzo blindato militare, senza tuttavia causare feriti. Secondo fonti ufficiali, il razzo non avrebbe colpito direttamente la vettura ma avrebbe comunque causato qualche danno da scheggia alla parte posteriore del blindato Lince. Secondo quanto riferito dall'emittente Tolo News Tv, a sparare con il lanciarazzi sarebbero stati due agenti della polizia di frontiera locale. "Hanno aperto il fuoco su degli addestratori stranieri in una base militare ad Herat", ha detto Noorullah Qaderi, comandante del 207/o Zafar Military Corps. "Uno degli assalitori è stato ucciso e un altro è stato arrestato, mentre nessun addestratore straniero è stato coinvolto", ha aggiunto. AL momento, non è arrivata nessuna rivendicazione del gesto.

Solo poche ore prima, si era verificato un attacco dei talebani, che si era concluso con la morte di cinque soldati, e il ferimento di altri sei, dell'esercito governativo. In Afghanistan, infatti, imperversa il conflitto tra le forze governative e gli estremisti islamici, che dopo aver conquistato vaste aree delle zone rurali del Paese hanno lanciato un'offensiva contro le grandi città.

L'Italia si trova in questo paese dal 2002, anche se l'impegno militare vero e proprio cominciò l'anno successivo, nel 2003, quando la Nato assunse il comando della missione Isaf, mandata dall’Onu a sostenere il governo afgano nella guerra contro i taliban e Al Qaeda. Dal 1 gennaio 2015 il contingente italiano è inquadrato in un'altra missione della Nato, chiamata Resolute support (Rs), che ha sostituito la precedente, con l'obiettivo di fornire addestramento, consulenza ed assistenza alle Forze di Sicurezza afghane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.