Tre immigrati morti in mare a Brindisi

Si teme la tragedia nei pressi di Brindisi. Una barca a vela con a bordo circa settanta immigrati è affondata. Il mare forza 5 ha scaraventato l'imbarcazione di fortuna contro la scogliera facendola ribaltare. Il bilancio provvisorio è di tre morti accertati anche se continuano le operazioni di soccorso. Sul posto sono giunti sia carabinieri che polizia, vigili del fuoco, uomini della protezione civile e del 118. Lo sforzo è comune per evitare la tragedia. A dare il primo allarme è stato un abitante della piccola località marina Mezzaluna, a Caroviglio. L'uomo ha sentito delle urla provenienti dall'acqua ed ha subito chiamato i soccorsi.

In acqua circa settanta cittadini pachistani. Tra questi qualcuno è riuscito ad arrivare a nuoto sulle coste brindisine. In tre si sono dovuti arrendere al mare in tempesta. Non ce l'hanno fatto e i loro corpi sono stati portati a riva dalle stesse acque che gli hanno tolto la vittima. Ma secondo le testimonianze dei primi sopravvissuti arrivati a riva la situazione è molto più drammatica. Sono molti altri i concittadini immigrati che lottano ancora tra le acque italiane. Tra loro anche diversi feriti per effetto del rovesciamento dell'imbarcazione.

Le operazioni di soccorso sono tuttora in corso ma i risultati sono magri e si pensa decisamente al peggio. Ad impedirne la riuscita, il mare in tempesta e il tempo passato dall'incidente. Secondo una prima ricostruzione la barca a vela sarebbe affondata intorno alle diciotto. Poi subito l'arrivo del buio e la situazione è degenerata. Senza luce e con le onde che non si placano diventa quasi impossibile portare a riva gli immigrati in mare.

Tutto fa pensare al peggio visto che delle altre persone disperse non si trova traccia. Oltre al mare in tempesta sembra chiaro che a provocare l'incidente sia sta la precarietà dell'imbarcazione utilizzata dagli immigrati per arrivare in Italia. Un barcone in pessime condizioni che mai avrebbe potuto reggere le intemperie al largo delle coste brindisine. Si tratta dell'ennesima sciagura in mare. L'ultima ad agosto a Lampedusa dove persero la vita 25 persone.

Le settanta persone erano salpate dalla Turchia due giorni fa imbarcandosi in uno dei tanti viaggi della speranza organizzati da trafficanti di immigrati. Trafficanti non ancora identificati e non si conoscono nemmeno le loro condizioni oltre che se siano riusciti a sopravvivere all'incidente. Al momento le autorità italiane non hanno ancora reso note le cifre definitive della tragedia concentrandosi sui soccorsi.