Per oltre un anno ha creato falsi profili sui social per adescare bambine online e convincerle a inviare foto di nudo ma dopo la condanna per pedofilia resta ancora a piede libero e potrebbe evitare addirittura il carcere perché la sua condizione è giudicata non compatibile con una detenzione in un penitenziario. È la storia di un 21enne australiano, Daniel James Knuth, per il quale i giudici stanno ancora valutando un carcere adatto per ospitarlo. Il giovane infatti è affetto da nanismo e nessuna struttura sembra adeguata a poterlo ospitare senza contare che in cella potrebbe essere facilmente vittima di violenza. Nonostante la sua pena preveda il carcere, dunque, a mesi di distanza dalla sentenza l'uomo resta libero.

Il 21enne si era dichiarato colpevole di 35 reati sessuali su minori durante il processo davanti ai giudici del tribunale distrettuale di Townsville nel dicembre scorso. Il giovane aveva raccontato di essersi impegnato in conversazioni sessualmente esplicite con 27 bambini vittime dei suoi adescamenti tra l'ottobre 2016 e il settembre 2017. Il ventunenne ha ammesso di aver usato un falsi account Facebook per ingannare ragazzine sotto i 12 anni. I pubblici ministeri hanno affermato che Knuth ha persino minacciato di percosse e stupri una delle ragazze che si era rifiutata di inviargli le foto.

Il suo avvocato fin da subito ha affermato che la prigione sarebbe un ambiente "molto difficile" per lui a causa della sua statura, ricordando inoltre che il giovane ha subito 17 interventi chirurgici per correggere le deformità ossee. Per questo il giudice aveva sospeso l'esecuzione della condanna rinviandola di alcuni mesi in attesa di capire quale prigione potesse ospitarlo. Dagli accertamenti però ora è emerso che nessun penitenziario è adeguato per lui. La decisione quindi è stata rinviata nuovamente  a maggio in attesa di capire se qualche carcere possa essere sistemato per ospitarlo ma nel frattempo il 21enne resta libero.