Un ritratto dell’antropologo Giulio Angioni
in foto: Un ritratto dell’antropologo Giulio Angioni

L'antropologo Giulio Angioni è morto questa stamattina 12 gennaio a Cagliari, a causa di una malattia che lo ha logorato in poche settimane. Era nato a Guasila nel 1939, conosciuto come allievo di Ernesto De Martino, ha insegnato Antropologia culturale all'Università di Cagliari. Memorabili le sue opere dedicate alla società contadina in Sardegna. A partire dagli anni Ottanta è stato editorialista e collaboratore delle pagine di Cultura della Nuova Sardegna. Angioni è stato uno scrittore notevole. Si ricordano le varie pubblicazioni per le case editrici Feltrinelli e Sellerio.

Uno dei più noti allievi di De Martino

Allievo di E. De Martino e A. M. Cirese, dopo la laurea in Lettere ha intrapreso la carriera accademica come incaricato di Antropologia Culturale all’Università di Cagliari nel 1971. Le sue pubblicazioni si sono concentrate soprattutto sulla funzione culturale della pastorizia in Sardegna, terra a lui carissima. Tra i suoi primi lavori si ricordano "Tre saggi sull’antropologia dell’età coloniale" del 1973 e "Rapporti di produzione e cultura subalterna" del 1974. Alla produzione saggistica ha affiancato spontaneamente quella letteraria, anche in questo ambito, si è a lungo dedicato a mettere in risalto le tradizioni sarde. Ha esordito con "A fuoco dentro – A fogu a intru" nel 1978 e ha mandato in stampa bei romanzi come "L’oro di Fraus" del 1988, "Una ignota compagnia" del 1992, "Il mare intorno" del 2003. Nel 2010 ha pubblicato "Gabbiani sul Carso" e "Doppio cielo". L'ultimo romanzo è stato scritto nel 2015 dal suggestivo titolo "Sulla faccia della terra". È inoltre stato vincitore di numerosi premi, fra cui il Premio Mondello per "Le fiamme di Toledo", un altro suo romanzo del 2006 ed è stato co-fondatore del Festival Letterario di Gavoi, al fianco di  M. Murgia e M. Fois.