in foto: Nuvola durante le cure.

Quella "Nuvola", in cielo con loro, non la volevano. Questo devono aver pensato i padroni di un cane di nome "Nuvola" che per trenta giorni ha vissuto nell'aeroporto internazionale di Palonegro de Bucaramanga, a circa 400 km da Bogotà. Il cane alla fine è morto di infarto. "Crepacuore", come preferisce dire la stampa internazionale che ha riportato la notizia e che evidenzia così anche le motivazioni psicologiche all'origine del decesso.

Nuvola era stata ribattezzata Nube Viajera, ossia dallo spagnolo "Nuvola viaggiatrice", per via della sua costante presenza per un mese tra il check-in e i gate. Aveva lo sguardo fiacco, ma sempre in cerca di qualcuno e si nutriva con riluttanza, nonostante i viaggiatori e il personale dello scalo le offrissero amorevolmente da mangiare.

Alejandro Sotomonte Nino, veterinario della Fondazione colombiana per la protezione degli animali, ha spiegato al giornale locale Vanguardia che "pensiamo sia stata abbandonata da qualche viaggiatore. A prima vista, durante il mese che il cane è stato in aeroporto, andava per le sale come se cercasse qualcuno, probabilmente il proprietario. Questo stato di attesa ha logorato il suo stato di salute, al punto che non ha voluto più ingerire cibo". Nel giro di 48 ore la situazione è peggiorata rapidamente e il veterinario ha optato per l'iniezione endovenosa di cibo e medicine, "ma [Nuvola] era precipitata nella tristezza e nella depressione e non ce l'ha fatta".