Marzio Favero è il sindaco di Montebelluna, in provincia di Treviso, il suo partito è la Lega, della quale è un militante storico da quando ha esordito in politica nel 1995 come consigliere provinciale. Ma domani, il 25 aprile, sarà una voce fuori dal coro del Carroccio, come ha spiegato lo stesso sindaco in un'intervista al Corriere. Dopo Luca Zaia, governatore del Veneto, anche Favero ha annunciato che parteciperà alle celebrazioni per la festa della liberazione dell'Italia dal nazifascismo: "Sono tra gli organizzatori della cerimonia e porterò, come da tradizione, il mio saluto – ha spiegato il sindaco – I valori della democrazia sono stati conquistati attraverso la sofferenza, è nostro compito onorarli". Non solo, il professore di filosofia ha spiegato che, dopo l'inno nazionale, canterà Bella ciao. Perché "è divenuta un simbolo della nostra storia – ha continuato Favero – non vedo perché non si dovrebbe intonare. Francamente, trovo incomprensibili le polemiche: non c’è nulla, nella Festa della Liberazione, che contrasti con i principi per cui si batte la Lega".

Dopo Liliana Segre, anche il sindaco di Montebelluna ha sottolineato l'importanza della storia: "La Resistenza raggruppò tante anime politiche: democristiani, socialisti, comunisti, Partito d’Azione, perfino monarchici. Ridurre il 25 Aprile a una festa della Sinistra – ha continuato Favero – è un errore prima di tutto storico. I politici dovrebbero riflettere sul fatto che, se oggi abbiamo una pluralità di partiti lo dobbiamo anche a chi scelse di dare la vita contro la tirannide". Le dichiarazioni del ‘filosofo', come lo chiamano nel Carroccio, vanno ad alimentare la polemica che va avanti da settimane nella maggioranza di governo e non solo, da quando il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha annunciato che domani non parteciperà a nessun evento di commemorazione, ma sarà a Corleone, in Sicilia, per un evento contro la mafia.

Inoltre, ha sottolineato Marzio Favero, "festeggiare la Liberazione significa ricordare coloro che lottarono contro fascismo e nazismo, due regimi che, tra le altre cose, portavano avanti l’idea di uno Stato centralista. Esattamente ciò che la Lega ha sempre contrastato". Il sindaco leghista ha le idee molto chiare: "Il fascismo fu un grande errore, trascinò gli italiani in una sorta di illusione collettiva. Il regime guidato da Mussolini era, per sua natura, criminale". E se, come ha sostenuto Salvini, il fascismo fece anche cose buone è solo perché "anche un orologio con le lancette, quando si rompe, segna l’ora giusta due volte al giorno", ha concluso Favero.