Zuckerberg entra in politica per aiutare i “cervelli” esteri

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Il fondatore di Facebook preme sulla Casa Bianca e sul Congresso affinché gli USA attirino talenti da tutto il mondo, modificando le regole sull’immigrazione nel Paese. Pronti già 20 milioni di dollari per questa nuova impresa.

Facilitare l'afflusso di "cervelli" negli Stati Uniti, oggi troppo spesso reso complicato dalle rigide norme sull'immigrazione. E' lo scopo che si prefigge l'associazione a Mark Zuckerberg starebbe lavorando insieme ad altri colleghi della Silicon Valley, per quello che è il suo ingresso nella politica americana. Come scrive il Telegraph, il numero uno di Facebook sarebbe pronto a investire qualcosa come 20 milioni di dollari nella sua nuova impresa: fare pressioni su Casa Bianca e Congresso pe  cambiare il sistema che regola la concessione dei visti, abbattere le tante barriere per chi proviene da determinati Paesi, così da favorire l'arrivo negli States di giovani studiosi e ricercatori da tutto il mondo. Zuckerberg, insieme ad altri 99 amministratori delegati della Corporate America, avrebbe già recapitato una lettera a Barack Obama e ai legislatori del Congresso. Al fianco dell'ad di Facebook ci sarà il suo ex compagno di stanza ad Harvard Joe Green, anche lui un imprenditore tecnologico di successo. Massimo riserbo sui contenuti del programma della lobby messa su da Zuckerberg. Qualcosa, tuttavia, è trapelato comunque. Uno dei principali obiettivi dell'associazione sarebbe quello di sostenere una riforma della cittadinanza che renda più snella la procedura burocratica per le persone prive di documenti. Sullo sfondo c'è l'esigenza per l'industria hi-tech statunitense di restare al passo con i tempi e di implementare soluzioni sempre più avanzate e competitive. E similmente, dare energia alla ripresa dell'economia americana.

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