Oggi è l’11 luglio, cinquantasei anni fa il Dipartimento del Tesoro americano approvò una norma con la quale si decise di inserire la scritta: “In God We Trust” su tutte le banconote e le monete emesse dagli Stati Uniti d’America.
Da quel giorno si sono fronteggiate culturalmente due ideologie: i favorevoli e i contrari all’inserimento di una frase che riconosce, in un “dio onnipotente”, un potere superiore agli Uomini.
Oggi la frase “In God We Trust” appare non solo sulla moneta statunitense quanto è diventata il motto nazionale degli Stati Uniti d'America e dello stato della Florida.
Ho sempre confidato nel Web, quale strumento tecnologico a cui devo la mia formazione professionale, la mia fonte di informazione primaria, la base di un sogno in cui, attraverso la libera condivisione delle idee e l’innovazione si possa migliorare la Società.
Inizio proprio oggi, per una curiosa coincidenza, la mia collaborazione con “FanPage: storie per il nuovo mondo” per raccontare il mio punto di vista, i progetti, le aspettative di una Società sempre più influenzata dalle tecnologie della comunicazione.
Raccolgo la sfida all'insegna del mio motto: “In Web We Trust” in cui “nativi, indigeni e immigrati digitali”, attraverso lo sviluppo del Web, confidano in un modello sociale trasparente, condiviso, produttivo e capace di dare opportunità e non solo speranze al futuro dei giovani.
La mia formazione giuridica probabilmente influenzerà i giudizi, la mia analisi sarà razionale e severa, tuttavia non si allontanerà dalla visione del “sogno”, quel sogno che diventerà “realtà” per le prossime generazioni.
“In Web We Trust”.
[FOTO di Dan Sweet]
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