Picchiati brutalmente in casa e sottoposti a continue violenze fisiche  da parte dei genitori ma non otterranno mai giustizia. È il caso di quattro fratellini, due maschi e due femmine, residenti nel biellese, che ad otto anni dall'inizio del processo contro i loro genitori sono riusciti ad ottenere solo una condanna di primo grado con nessuna speranza di arrivare alla conclusione di tutto l'iter processuale. Come racconta il quotidiano La Stampa, i genitori prendevano i piccoli a cinghiate e avevano instaurato in casa un vero e proprio clima di terrore venuto a galla solo grazie alle segnalazioni delle insegnanti dei piccoli.

Le indagini dei carabinieri, coordinati dalla procura, furono rapidi, ma  dopo quasi otto anni di sospensioni e intervalli per svariati motivi solo ora il processo è giunto a conclusione. Accettando la ricostruzione dei del pm Maria Bambino, che ha parlato di un inferno per i piccoli, il giudice del Tribunale di Biella Antonia Mussa ha condannato il padre a 4 anni di reclusione e la madre a 2 anni e 4 mesi. una sentenza che però non metterà fine alla vicenda visto che il reato andrà prescritto tra poco.

Il motivo principale, come ricorda sempre il quotidiano, è che il tipo di reato impone la discussione davanti a un giudice monocratico che non deve essersi mai occupato prima del caso. In un  Tribunale come quelo di Biella sempre a corto di organico e con continui trasferimenti e supplenze di giudici, di fatto il processo si è trascinato per ani senza alcuna udienza fino a quando con un tour de force un giudice ha deciso di arrivare almeno al processo di primo grado.