
Vi racconto un’affascinante storia nel modo più breve possibile.
Max è un ragazzo ucraino che vive a Chicago, nel 1998 lascia famiglia e amici e si trasferisce in Silicon Valley. Dorme per terra a casa di un amico. Senza sapere cosa fare frequenta lezioni a Stanford da un tipo chiamato Peter. Decide di parlare con lui e alcune settimane dopo decidono di mettere in pratica quella che secondo Peter può essere l’idea vincente e per la quale è disposto a investire duecentomila dollari. Max cerca senza successo un amministratore delegato, e poi dice a Peter: è una grande opportunità, ma nessuno è disposto a guidare la società.
Peter allora gli propone di essere lui a guidare la società. Nel 1999 Max segue il progetto tecnico e Peter trova un investitore disposto a finanziare l’idea. Per cinque giorni di seguito Max lavora per mettere a punto il tutto. La soluzione di Max consiste nel trasferimento di soldi in sicurezza attraverso i dispositivi Palm Pilot. Vuole ricevere i soldi dal finanziatore con il suo sistema, così può dimostrare i vantaggi del prodotto.
Quella mattina alle 9:50 si trovano tutti al ristorante Buck’s, Max e Peter ricevono 4,5 milioni di dollari in un’operazione riuscita con successo davanti a telecamere e giornalisti. Un mese dopo, durante il primo consiglio di amministrazione, comunicano agli investitori di aver cambiato il modello di business perché hanno capito che la cosa non avrebbe funzionato. Colpo di scena!
Gli investitori rimangono sbalorditi (ci credo) ma decidono di fidarsi invece di spaventarsi.
Nel 2007 Max risponde così a una delle domande fatte da Jessica Livingston pubblicata nel libro “Founders at Work”:
Credo che ciò che distingue un imprenditore davvero bravo sia il fatto di non sapere effettivamente che tipo di società sta per creare. La chiave, almeno per come io considero l’imprenditoria, è capire un giorno che non vuoi lavorare per qualcun’altro. Devi creare qualcosa di tuo. Non ha importanza cosa. Noi abbiamo modificato i nostri progetti aziendali sei volte, l’ultimo è stato Paypal.
Eh già, Max Levchin e Peter Thiel sono i fondatori di Paypal e quella che ho raccontato è la storia vera di come è nata l’azienda.
Le conclusioni appaiono evidenti. Max Levchin è un esempio di come idee e aziende possono variare a seconda dello scenario che le circonda. Quello che non cambia mai è lo spirito imprenditoriale, che contrariamente a quanto si legge spesso, non ha a che fare solo con amministrare aziende, creare business plan o gestire operazioni commerciali, ma soprattutto con la capacità di interpretare in modo innovativo le tendenze di mercato, adattarsi alle stesse e individuare le giuste soluzioni.
Investire in un’idea interessante potrebbe essere un errore, investire su una società apparentemente proficua potrebbe non essere un affare se il mercato cambia, e di mercati che cambiano in questi giorni abbiamo molti esempi. Invece, investire sulla persona, sui gruppi di lavoro portati al cambiamento e capaci di mettersi in discussione e di creare le soluzioni via via più indicate, garantisce il perseguimento del modello di business, qualunque esso sia.
Nel mio comodino al posto della Bibbia ho sempre a portata di mano “Founders at work” di Jessica Livingston, addirittura ho sempre qualche copia di riserva da offrire come dote a chi ritengo possa diventare un buon candidato nelle trattative di finanziamento. Ve ne consiglio vivamente la lettura.
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