Vaccinazioni obbligatorie in tutta Italia per i bambini che frequentano asili nido e scuole materne. Da qualche mese, ormai, numerosi enti locali stanno procedendo ad approvare leggi regionali e delibere comunale per imporre l'obbligo vaccinale nel proprio territorio come pre-requisito essenziale per l'iscrizione a scuola. Fino ad oggi, però, questo tipo di obbligo di legge era demandato, appunto, agli enti locali, in particolare le Regioni. Nel prossimo futuro, però, molte cose potrebbero cambiare, grazie all'accordo tra Stato e Regioni raggiunto all'unanimità oggi pomeriggio durante un incontro tra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e gli assessori alla Salute delle Regioni e province autonome d'Italia, come annunciato dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi: "Raggiunto un accordo storico tra lo Stato e le Regioni per una nuova legge nazionale che renda obbligatorie tutte le vaccinazioni previste nel Piano di prevenzione vaccinale 2017-19 su tutto il territorio nazionale". Sostanzialmente, grazie a questo accordo, dopo l'approvazione di un'apposita legge di Stato, le vaccinazioni verranno dunque rese obbligatorie non solo nelle regioni e nei comuni che legifereranno in tal senso, come accaduto in Emilia Romagna, a Trieste e a breve in Toscana, ma in tutto il territorio italiano, senza esclusione alcuna. Proprio nello stesso giorno della protesta del sindaco grillino Filippo Nogarin contro la proposta di legge per l'obbligo vaccinale in Toscana, approvata dalla Giunta lo scorso 24 gennaio, viene quindi raggiunto questo storico accordo, che comunque al momento rappresenta sicuramente un importante passo, ma al tempo stesso costituisce solo l'inizio di un lungo percorso legislativo che probabilmente non sarà privo di ostacoli.

Solo pochi mesi fa il ministro della salute Beatrice Lorenzin aveva inaspettatamente annunciato l'introduzione dell'obbligo vaccinale in tutta Italia, sostenendo che "i tempi sono ormai maturi perché l’esempio dell’Emilia Romagna sia seguito anche da altre Regioni. Penso che la decisione dell’Emilia sia stata coraggiosa e giusta, a fronte di un calo vaccinale dei dati della Regione molto preoccupante, sia per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie sia quelle facoltative", evidenziando la necessità di mettere in campo ogni strumento possibile per arginare la diffusione di teorie anti-vacciniste che stanno provocando un'allarmante calo delle quote vaccinali in tutto il territorio italiano, posizione che fu notevolmente avversata dal Moige e dall'associazione dei consumatori Codacons che definirono l'ipotesi "incostituzionale" perché lesiva del diritto alla libertà di cura previsto per ogni cittadino italiano.