Purtroppo come si temeva, si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime dell’uragano Harvey che ha colpito gli Stati Uniti e in particolare stato del Texas. Le vittime accertate dai soccorritori ora almeno 47. Secondo quanto riportano i media locali, tra le ultime morti confermate c'è quella di una donna di 61 anni, che ha perso la vita nella contea di Newtown, non lontano dal confine con la Louisiana, l'altro stato colpito dall'uragano ora declassato a tempesta ma ancora non in grado di portare violenti nubifragi e allagamenti.

Gli sfollati sono a quota un milione. Secondo quanto ha riferito il segretario del dipartimento per la Sicurezza nazionale Elaine Duke, sono circa 779mila texani sono stati costretti a lasciare le loro case senza contare chi è fuggito volontariamente.  Mentre il lavoro dei soccorritori sta procedendo senza sosta   per rintracciare ancora le tante persone che mancano all'appello , si spera perché siano rimaste bloccate in casa  dalle alluvioni, è il tempo però anche di fare un primo bilancio dei danni causato dall'uragano. Oltre al dato economico, i problemi che impensieriscono riguardano le infrastrutture pubbliche. In particolare le autorità locali hanno lanciato un avvertimento alla popolazione locale su possibili rischi legati all'acqua non più potabile perché contaminata.

L’avvertimento è partito dall’agenzia americana per l’ambiente che ha invitato ad evitare l'acqua del rubinetto e consigliato a chiunque avverta problemi intestinali o mal di testa di contattare immediatamente il medico. Il pericolo è che  pesticidi, solventi, e altre sostanze chimiche industriali possano  finire nelle tubature che portano l’acqua nelle case. Con le alluvioni e gli allagamenti, infatti, è probabile che le falde acquifere siano state contaminate da sostanze sversate dalle varie aziende locali sommerse come l'impianto chimico nei pressi di Houston dove giovedì ci sono state alcune esplosioni.