Ha trascorso più della metà della sua vita nel braccio della morte e oggi Gary Otte, quarantacinque anni, è morto nel carcere di Lucasville, in Ohio. E con lui si registra una nuova problematica esecuzione a morte negli Stati Uniti. Otte, accusato di aver ucciso quando aveva appena venti anni due persone in una rapina a Cleveland e per questo condannato alla pena di morte, è deceduto in seguito a una iniezione letale che secondo il suo avvocato avrebbe creato ripetuti innalzamenti e abbassamenti dello stomaco. Si tratta di un fenomeno noto come “air hunger” (fame d’aria) o anche dispnea, ovvero difficoltà respiratorie. L’avvocato del condannato a morte ha pensato a errori nell’iniezione letale e avrebbe tentato di avvisare il giudice per fermare l’esecuzione, ma non avrebbe fatto in tempo.

I legali avevano cercato di bloccare l'esecuzione – “Aveva solo 20 anni quando ha commesso quegli omicidi. Oggi è una persona diversa. Questa condanna a morte è crudele e insoddisfacente”, avevano affermato i suoi legali prima dell’esecuzione nel tentativo di salvare la vita a Otte. Il condannato da parte sua aveva chiesto scusa e aveva spiegato di aver commesso quegli omicidi da ragazzo perché “dipendente dalla cocaina”. L'appello degli avvocati è stato però respinto dal giudice. Come riportato dai media locali, al detenuto è stata fatta una sola concessione: quella di scegliere cosa voler mangiare prima di morire.