in foto: Sandro Botticelli, La nascita di Venere (1484–1486), Galleria degli Uffizi, Firenze

Martedì 18 ottobre il progetto Nuovi Uffizi ha regalato ai visitatori una novità assoluta nel percorso espositivo delle Gallerie fiorentine: le sale dalla 9 alla 15, quelle in cui, per intenderci, si poteva ammirare la magnifica “Nascita di Venere” di Sandro Botticelli, sono state completamente riorganizzate in un percorso che privilegia l'arte del primo Rinascimento. Rendere più facile la fruizione delle opere e più coerente la narrazione espositiva: questi gli obiettivi del progetto, finanziato e realizzato in tempo record anche grazie alla fondazione Friends of Florence.

Gli spazi erano stati chiusi alcuni mesi, fa per essere sottoposti a un lungo intervento di restyling e riallestimento: le sale ospitano ora i dipinti del Pollaiolo, di Hugo van der Goes, di Domenico Ghirlandaio e un consistente nucleo di opere di Botticelli, incluse le celeberrime “Primavera” e “Nascita di Venere”. In questo modo, con un ripensamento architettonico, impiantistico ed espositivo della collezione, Botticelli e il primo Rinascimento tornano ad avere un ruolo centrale nell'esperienza unica della Galleria degli Uffizi.

Botticelli, protagonista indiscusso

Pallade e il Centauro, Sandro Botticelli (1482-1483 circa)in foto: Pallade e il Centauro, Sandro Botticelli (1482–1483 circa)

Opere come “La nascita di Venere” o la “Primavera” attirano ogni settimana migliaia di visitatori: il progetto ha avuto come obiettivo centrale quello di rendere più fruibile e “tranquilla” la visita, ripensando gli spazi in modo da non creare folle confuse e ingestibili dinanzi ai dipinti. Due i punti focali, dove sono stati collocati i capolavori di Botticelli: i due famosissimi dipinti sono stati appositamente distanziati dalle altre opere esposte in modo di consentire ai visitatori di stazionare con agio davanti ad essi.

Inoltre, alla già ammirevole lista di opere di Botticelli si è aggiunta l'Annunciazione: un affresco di circa 6 metri di larghezza eseguito da Botticelli nel 1481, fin'ora conservato nell'ospedale di San Martino. Sono poi state disposte in sequenza, intorno alla “Nascita di Venere”, opere come “Ritratto dell’uomo con la medaglia di Cosimo il vecchio”, “Pallade e il centauro”: insomma, basta un solo colpo d'occhio per abbracciare il meglio della cultura umanistica e di uno dei suoi maestri.

Gli altri maestri, a confronto

Sacra conversazione degli Ingesuati, Domenico Ghirlandaio (1484-1486 circa)in foto: Sacra conversazione degli Ingesuati, Domenico Ghirlandaio (1484–1486 circa)

Nella sala 15, prima dedicata all'Incoronazione della Vergine botticelliana, sono state invece proposte opere fiorentine del tardo Quattrocento affiancate dall’Adorazione dei pastori, dipinto per la famiglia Portinari da Hugo van der Goes. Nello stesso luogo, Domenico Ghirlandaio, che molto deve alla lezione del fiammingo: esempio più alto, la “Sacra conversazione” proveniente dalla chiesa di san Giusto.

"L’esperienza del visitatore non solo è incomparabilmente migliorata, ma si offre inoltre una lettura critica delle opere: ciascuna esposta in relazione diretta di stile, o di cronologia, o di soggetto con quelle che si trovano nelle vicinanze”, ha spiegato il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt.

Il progetto Nuovi Uffizi

Dal giugno 2015 le sale in questione sono state oggetto di un ripensamento complessivo, sia dal punto di vista architettonico sia tecnologico, per il miglioramento delle condizioni climatiche interne e l’aggiornamento dei sistemi di sicurezza e di illuminazione. Oltre che di una sistemazione che offrisse un nuovo sguardo sulla collezione rinascimentale degli Uffizi. Un intervento che è solo il più recente, ma non di certo l'ultimo, del più ampio progetto Nuovi Uffizi.

Presto la Galleria degli Uffizi aggiungerà agli spazi esistenti anche quelli appositamente dedicati alle mostre temporanee, con il recupero dei due piani sottostanti la Biblioteca Magliabechiana e la realizzazione di un nuovo volume di collegamento con la fabbrica vasariana su piazza Castellani.

Un significativo incremento delle collezioni permanenti, passate dalle 45 sale presenti in origine alle 101 sale attuali, il recupero degli ambienti al primo piano, la risistemazione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: tutto, per offrire una nuova e aggiornata esperienza al pubblico, per uno dei musei più ricchi di storia e arte nel mondo. In questo caso, il restauro è stato sostenuto anche dalla fondazione non profit Friends of Florence che, in sole sei settimane di sottoscrizioni, è riuscita a raccogliere l’intera cifra necessaria all’illuminazione, all’allestimento delle sale, e ai restauri dei dipinti, anche con donazioni provenienti d’oltreoceano.