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09:32

Twitter VIP, la versione di Mario

Twitter e i VIP, relazione complicata che spesso incontra polemiche tra gli utenti "NIP", i non famosi, per via dell'utilizzo che le star fanno dei loro account. Ne parlo con Mario Crescenzo, dei Neri per Caso, early adopter dei social media e molto attento all'interazione con i fan e con gli utenti.

Twitter VIP, la versione di Mario.

Twitter è il social del momento, tanto da rischiare la sovraesposizione mediatica, in questi ultimi mesi. Dalla “primavera araba” alla morte di Bin Laden, passando per terremoti e catastrofi di ogni genere, questo media ha dato prova di incredibile attualità e immediatezza, superando i media tradizionali e le stesse agenzie di stampa come fonte di news in tempo reale e da tutto il mondo.

Nel 2011 anche i VIP italiani si sono accorti di questo clamoroso mezzo, ma tra i twitteriani della prima ora il loro sbarco è stato accolto in modo freddino, spesso polemico; l’accusa è che i cosiddetti VIP interagiscono soltanto tra di loro, ignorando gli utenti comuni e utilizzando questo mezzo per “giocare tra famosi” o in modo autoreferenziale.

Ne parlo con Mario Crescenzo dei Neri per Caso, vecchio amico e stimatissimo VIP “dal volto umano”, da sempre apertissimo al dialogo con i fan e social nell’animo, prima ancora che sul web. Nero per caso, Mario, ma non social per caso, perché la comunicazione in rete sui nuovi media è decisamente nelle sue corde e nel suo DNA. Su Twitter lui c’è da tempi non sospetti ed è semplicemente @mariocrescenzo, bass voice of Italian a-cappella band Neri Per Caso; non dimenticate di seguirlo.

D) Perché un’artista / celebrità dovrebbe essere sui social? Dovrebbero esserci le star in prima persona, secondo te, o i loro uffici stampa?
R) Non è di sicuro un dovere. Ricordo i tempi delle lettere cartacee delle fans, tentavo di rispondere, ma era un lavoraccio. Una celebrità sui social network snellisce proprio il contatto con il suo pubblico, lo rende più veloce. Se decidi di farlo, devi essere tu in prima persona,, dico no all’ufficio stampa che fa da ghost writer.

D) Su Twitter l’apripista dei VIP italiani è stato Fiorello @sarofiorello, dopo di lui lo sbarco è stato massiccio. L’altra accusa che viene mossa R) alle star è quella di essere autoreferenziali e di “cantarsela tra loro”, ignorando quasi del tutto gli utenti “NIP”. Tu come la vedi?
R) Ammiro Fiorello e il suo ultimo spettacolo è la cosa migliore della TV degli ultimi anni. Ma su internet ci sono arrivato prima io (ride, ma è vero). Anche se, lui essendo molto più noto di me, ha molti più follower. Ho account su Twitter, Facebook, Myspace, da quando esistono, nche se uso molto di più Facebook e Myspace, il numero di contatti lo dimostra. Avevo prima ancora, orkut (rivolto maggiormente ai sudamericani) Gioco a World of Warcraft e shoot ‘em up vari. Prima ancora MSN, Skipe, ICQ, netmeeting, Mirc. Insomma, non posso definirmi un “nativo digitale” per questioni anagrafiche. Ma di sicuro sono un “adottivo digitale”. Ho anche alcuni account segreti sui siti di incontri piccanti, non mi faccio mancare nulla. Altro che autoreferenziale, guarda la mia pagina è dimmi se non sono uno che interagisce con il suo pubblico NIP. Anzi, ho salutato, vari amici VIP su Twitter e FB, ma non mi hanno mai risposto. Solo Mario Biondi mi ha salutato, ma siamo molto amici, grazie Mario.

D) Rimanendo su Twitter, il Social Media del momento, posto che si tratti più di un “information network” più che di un vero e proprio social, come credi che dovrebbe essere usato dai VIP? Cosa dovrebbero comunicare e a chi?
R) I VIP dovrebbero essere se stessi. Non è di sicuro un confessionale, ma si può scrivere senza preoccuparsi troppo di cosa penserà il proprio management e si deve comunicare con quelli che da casa ci guardano e ci ammirano, loro meritano tutta la nostra attenzione.

D) Tu perché sei sbarcato su Twitter? Modo, curiosità o strategia di comunicazione? Come usi il mezzo oggi e come vorresti usarlo in futuro?
R) Come ti dicevo, sono un “adottivo digitale” Prima dell’avvento di internet, ti parlo del 91\92\93 usavo un modem a 9600 baud, per connettermi alle famose BBS (banche dati locali internet sarebbe arrivato nel 95\96), vabbè, preistoria. Oggi lo uso per parlare con i fan miei e dei Neri per caso. Sul futuro, avrei un piccola ideuzza, ma i più mi dicono che sembra macabra. Mi piacerebbe impostare il mio social network in modo che possa imparare. Istruirsi da solo e in automatico, simulare un’attività anche in mia assenza, come un bot, che simula Mario Crescenzo on line. Dopo la mia morte lo lascerei continuare nei secoli a comportarsi come se fossi ancora vivo. Dopo mille anni potrebbe diventare una testimonianza importante.

D) Credi ci sia spazio per una vera interazione / dialogo / scambio di informazioni tra i VIP e i loro fan?
R) Assolutamente si, deve esserci. Facciamo in modo che succeda prima possibile. Fra poco ci saranno i concerti on line. Potrei dare lezioni di canto on line. Le potenzialità sono infinite.

D) Quali sono i pericoli principali cui una star va incontro utilizzando i Social Media? Sono più le opportunità o i rischi, secondo te?
R) Basta con i pericoli! E’ un atteggiamento da dinosauri guardare alle innovazioni come se fossero dei “pericoli”. Penso ci siano stati “pericoli” anche con l’invenzione dell’elettricità, o del grammofono, ma tirando le somme, direi che sono stati di più i vantaggi. Guardare sempre avanti, il mondo è di quelli che lo abiteranno, non di quelli che lo hanno abitato.

D) Social Media e sfera privata: si può davvero parlare di tutto e raccontarsi in modo trasparente? Cosa non diresti mai attraverso i Social Media e cosa arriveresti a dire? Faresti la cronaca del parto di tua moglie, come è avvenuto di recente ad un tuo collega VIP?
R) Se ti va di farlo, puoi parlare di tutto. La TV sembra avere lo stesso problema ultimamente. Avresti mai immaginato di vedere in TV, attori, cantanti, soubrette, calciatori, intenti a ballare, oppure a cercare di sopravvivere su un isola, nutrendosi di molluschi crudi e litigando per una manciata di riso? Per non parlare dei casi umani, che a fine carriera vanno nei salotti domenicali a piangere perché sono in rovina. Non è meglio un sincero post su Twitter o Facebook?

Claudio) Ovviamente sì, non può che essere la mia risposta!

D) Social Media e musica: si vende meglio e di più, usando i social? Oppure sono un canale tra i tanti, magari meno costoso?
R) E’ un canale in cui credo molto. Credo sia stato cavalcato male, soprattutto dall’industria musicale, che ha preferito fargli la lotta. Stiamo vivendo un cambio di formato, come quello da vinile a musicassetta o da musicassetta a CD. Solo che stavolta si sta passando da un formato fisico, che si tocca (il CD) a un formato “virtuale” (digitale, che non ha una consistenza fisica, l’mp3) Sarà un passaggio traumatico, ma succederà. Facciamoci trovare pronti.

D) Nell’epoca dei reality show e dell’infotainment, in cui si diventa “qualcuno” se i media si occupano in qualche modo di te, come credi dovrebbe cambiare il ruolo e l’immagine dei personaggi pubblici? Credi che il web possa rappresentare un’oasi felice per la comunicazione o valgono le stesse regole della TV, in cui si è celebrità anche se si è ucciso qualcuno o se si è indagati per qualcosa?
R) Questo è sempre esistito, non so chi diceva: “che se ne parli bene, o se ne parli male, l’importante è che se ne parli”. Non credo finirà con internet tutto ciò.

D) Tra VIP veri e clamorosi fake, questa lista https://twitter.com/#!/dabobabo/italiani-famosi/members a cura di dabobabo rende l’idea di quanto Twitter stia spopolando tra i VIP itliani. All’estero Twitter è un must già da anni, ma c’è anche chi, come Beyonce Knowles @beyonce, a fronte di oltre 2 milioni di follower non ha ancora fatto un solo tweet! Fossi in lei cosa twitteresti, un giorno qualsiasi e senza preavviso?
R) BU!

Claudio) Non male, anche se io mi spingerei oltre. Un bel “Fuck you all!” sarebbe una bella scossa, ad esempio, ma magari sarebbe più adatta a una come Lady Gaga.

D) Su Twitter c’è gente che sta passando alla storia per essere stato il primo a twittare un particolare evento, come nel caso di Keith Urbahn @keithurbahn, che quella notte twittò di aver saputo da fonte certa della cattura e morte di Bin Laden. A te cosa piacerebbe twittare, per restare nella storia?
R) Essere il primo ad incontrare gli alieni. Essere il primo a postare uno scatto mentre stringo la mano ad un extraterrestre. Il primo umano ad avere il “primo contatto” (a patto che non facciano esperimenti su di me… vabbè, qualche piccolo esperimento lo possono fare).

D) Un saluto ai tuoi follower su Twitter da diffondere attraverso il mio account, @Cla_Gagliardini. 140 caratteri compreso il link a questa intervista, mi raccomando!
R) Ciao. Grazie a tutti i miei followers. Accorrete numerosi! @Cla_Gagliardini rulez!

Claudio) Ciao Mario, grazie a te, sei sempre la bella persona che ho avuto il piacere di conoscere nel 1993, qualche mese prima del successo a Sanremo Giovani 1994, trampolino di lancio di una bellissima carriera.

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