Tunisia, scontri tra salafiti e polizia. Un morto, feriti e arresti

Un manifestante è stato ucciso durante i violenti scontri che si sono verificati ieri tra i militanti salafiti e le forze di polizia. Il ministero ha parlato di “alcune decine di arresti di banditi e salafiti”. Fermata anche la Femen Amina.
Un manifestante è stato ucciso durante i violenti scontri che si sono verificati ieri tra i militanti salafiti e le forze di polizia. Il ministero ha parlato di “alcune decine di arresti di banditi e salafiti”. Fermata anche la Femen Amina.

Alta tensione in Tunisia dove, dopo il no del governo alla conferenza annuale del gruppo Ansar Al Shariah, centinaia di salafiti sono scesi in piazza nel giorno in cui si sarebbe dovuto tenere il raduno. A circa 15 chilometri a ovest di Tunisi i manifestanti hanno eretto barriere e hanno iniziato a tirare sassi alla polizia intervenuta con lacrimogeni e colpi d’arma da fuoco. Un giovane manifestante è stato ucciso da un colpo di pistola durante gli scontri. Il primo ministro tunisino Ali Larayedh ha definito il gruppo “terrorista” e ha addossato ai suoi militanti la responsabilità delle violenze: "Ansar Ashariaa è un'organizzazione illegale che sfida e provoca l'autorità dello Stato", ha dichiarato Larayedh alla televisione pubblica a margine di un viaggio nel Qatar.

Arrestata Amina – Il ministero ha riportato "alcune decine di arresti di banditi e di salafiti" in tutta la Tunisia. Nella città di Kairouan è stata arrestata anche Amina, la ragazza tunisina che aveva pubblicato le sue foto a seno nudo scatenando molte polemiche. Come ha riportato il sito Tunisie Numerique, la giovane si era recata con l’intenzione di “affrontare i salafiti”. Il bilancio dei feriti, secondo quanto ha fatto sapere il ministero degli Interni, è di 11 poliziotti e 3 manifestanti. Uno degli agenti sarebbe piuttosto grave.

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