Una pozza di sangue in mezzo alle bancarelle del mercato di Porta Palazzo, a Torino. Un agente di polizia intento ad ammanettare un ragazzo di colore, mentre un suo collega è al telefono con il 118 e chiede l'intervento di un'ambulanza. Sono le scene, piuttosto dure, di un fermo avvenuto intorno alle 13 di oggi a Torino: immagini diffuse dal collettivo di informazione Sistema Torino che documentano l'arresto di un giovane immigrato tra i banchi del mercato di Porta Palazzo. Dal video, che nel giro di poche ore è stato condiviso centinaia di volte, non è possibile definire con certezza la dinamica di quanto è successo: fonti interpellate da Fanpage.it tuttavia riferiscono di metodi violenti da parte dei poliziotti che, dopo aver inseguito e immobilizzato il ragazzo – probabilmente un minorenne di nazionalità senegalese – l'avrebbero colpito con delle manganellate – malgrado fosse ormai inoffensivo – procurandogli profonde ferite e una copiosa perdita di sangue. Sangue che poi sarebbe stato coperto con dei cartoni, nel tentativo di occultarne la presenza agli occhi dei tanti presenti. Il condizionale è d'obbligo, anche perché le stesse fonti riferiscono che il giovane sarebbe comunque caduto a terra prima di venire ammanettato. Non è da escludere, quindi, che possa essersi ferito accidentalmente al capo.

Il caso di Maya: "Sono stata picchiata dalla polizia in commissariato"

E' la seconda volta in una settimana che la polizia di Torino viene posta sotto accusa per presunti metodi violenti. Sabato, infatti, l'attivista 19enne Maya – impegnata nel Movimento No Tav e nelle vertenze contro gli sfratti – ha raccontato in un video diffuso dal Centro Sociale Askatasuna di essere stata oggetto di violenze da parte di un agente di polizia durante l'identificazione nel commissariato di corso Tirreno

"Sono stata fermata a Torino da due agenti di polizia che stavo guardando mentre perquisivano due ragazzi: mi hanno chiesto i documenti, poi hanno chiamato i rinforzi. A un certo punto mi sono ritrovata circondata da otto agenti. Uno di loro, dopo aver preso i miei documenti, mi ha detto che non sarei tornata a casa ma ce avrei trascorso la notte al carcere Le Vallette", ha raccontato la giovane. Una volta in commissariato "sono stata spinta contro una sedia. Mi è stato detto di stare zitta, poi lo stesso agente che mi aveva prelevato i documenti a Piazza Vittorio mi ha sferrato un pugno ripetendomi che sarei dovuta rimanere in silenzio. Il mio occhio nero è la conseguenza di quel pugno", ha raccontato Maya, che ha deciso di denunciare alla magistratura i presunti abusi subiti e mostrato sui social network il referto medico del pronto soccorso e la prognosi di sei giorni.