E’ stata la moglie (e madre), Angela, a fare la scioccante scoperta: il marito e la figlia, lui di 72 anni, lei 41enne disabile, erano senza vita sul letto della loro abitazione al quinto piano di un alloggio alla periferia sud di Torino "Mi ha chiamato mia sorella e mi ha detto di venire perché erano morti tutti. Così mi ha detto", sono le parole di Toni Gasbarroni cognato di Vito Leone e zio di Roberta, le due vittime, che si è precipitato a casa della donna quando erano circa le 8.

I carabinieri della compagnia Mirafiori stanno cercando di capire che cosa sia accaduto nell'appartamento.  L’uomo, che soffriva di diabete, sarebbe morto per cause naturali (il decesso del 72enne potrebbe anche essere legato alla mancata assunzione di insulina), mentre per la figlia la necessaria sicuramente l’autopsia. Non è ancora chiaro se sia stata colta da malore, mentre dormiva accanto al padre, perché influenzata, o abbia ingerito dei farmaci. Non ci sono segni di violenza sui corpi trovati insieme nella camera da letto,  quindi sembra essere esclusa l'azione di una terza persona.

La donna era down ma conduceva una vita normale. Lavorava come impiegata in una cooperativa. "Era una famiglia che aveva avuto tante disgrazie ma non c'erano problemi evidenti  ultimamente anche se non ci vedevamo da un po'", racconta il cognato. La famiglia Leone in passato sarebbe stata colpita da lutti: in particolare, qualche anno fa la sorella di Roberta si era suicidata. Vito era stato dipendente prima di Fiat poi delle Ferrovie, la moglie Angela ha sempre lavorato in Fiat.