Almeno 600 persone si sono date appuntamento oggi nella chiesa del Santo Volto di Torino per dare l'ultimo saluto a Stefania Fiorentino, 35 anni, la mamma di Bea, la "bambina di pietra", deceduta dopo una lunghissima malattia che aveva già sconfitto una volta. La donna era diventata un simbolo in tutta Italia per la sua battaglia in difesa della figlia, Beatrice Naso, 8 anni,  affetta da una rara patologia per la quale non è stata trovata una cura ma che la imprigiona nel suo stesso corpo come fosse, appunto, una bimba di pietra: le sue giunture si sono calcificate paralizzandola. Questa diagnosi non aveva fermato la sua mamma che per tutto questo tempo ha lottato ogni giorno –  insieme con il marito Alessandro – per regalare alla sua bimba una vita il più normale possibile.

L'omelia del parroco: "Non c'è una foto in cui Stefania non sorride"

Nella sua omelia Don Marco Giorda ha detto: "La strada di Stefania  non è stata lunga ma è stata intensa. Oggi non si può più parlare  di Stefania senza pensare a Beatrice – ha aggiunto il sacerdote – E non ci potrà più accostare a Beatrice senza pensare a Stefania. È il miracolo dell'amore di una mamma nei confronti della propria bambina in grave difficoltà. Non potranno più essere  separate nemmeno nel pensiero". Il sacerdote ha aggiunto: "Non c'è una  sua foto senza  il sorriso. Il suo sorriso si è spento con la morte e con il suo si sono spenti i nostri. Ma quanti  sorrisi ha acceso Stefania, il primo sul volto della sua bambina. Stefania sarà indimenticabile  per un semplice sorriso. Per non aver mai detto ‘io non ce la faccio più' ma per aver sempre lottato. Vogliamo raccongliere questo messaggio di speranza che ci arriva da lei: Basta un sorriso profondo espressione di tutto il nostro  cuore. Che la sua vita sia esempio per tutti noi".