Un errore all’apparenza banale è costato ben tremila sterline ad una famiglia britannica, oltre alla bizzarra accusa di terrorismo nei confronti del nipotino di 3 mesi. Tutto è nato da una distrazione nella compilazione del modulo ESTA, la richiesta online per visitare gli Usa: il sessantaduenne Paul Kenyon, nel visto per entrare a Orlando, in Florida, ha infatti segnato per sbaglio “sì”, sotto la domanda che domandava se il piccolo Harvey fosse intenzionato a compiere o avesse mai compiuto atti terroristici o genocidi, o ancora attività di spionaggio e sabotaggio. Ovviamente il visto dell’uomo è stato bocciato, ma soprattutto il potenziale baby-terrorista è stato condotto all’ambasciata americana di Londra per essere “interrogato”, come scrive il Telegraph.

E così il signor Kenyon è stato costretto a viaggiare con sua figlia Faye, madre di Harvey, dalla sua casa di Poynton, Cheshire, verso l'ambasciata di Grosvenor Square per spiegare cosa fosse successo alle autorità competenti. Ha ammesso tutta la faccenda gli è costato un extra di £ 3.000. "E’ stato un errore molto costoso, ma speravo che l'ambasciata degli Stati Uniti fosse comprensiva e si rendesse conto che era, appunto, solo un semplice errore senza obbligarci a fare i salti mortali” amche perché, ha aggiunto il 62enne, “se qualcuno fosse un terrorista, dubito comunque che lo ammetterebbe sul modulo per il visto”.

“Harvey è stato bravissimo per tutto il colloquio e non ha pianto neanche una volta”, ha raccontato il nonno. “Avevo pensato di portarlo in una tuta arancione da carcerato, ma ho evitato perché quelli dell’ambasciata non sembravano avere senso dell’umorismo”. Kenyon ha aggiunto che il nipotino “ovviamente non ha mai fatto spionaggio né commesso genocidi, ma ha sabotato qualche sonnellino“.