Negli ultimi mille anni la quantità di specie viventi che sono andate in contro all'estinzione è aumentata di dieci volte, un fenomeno che non ha altri precedenti nei cinque miliardi di anni di storia del nostro pianeta. Se il ritmo di scomparsa delle specie dovesse mantenersi costante, tra qualche centinaio di anni potrebbe verificarsi la sesta grande estinzione di massa sulla Terra. A confermarlo sulla rivista scientifica Nature è un gruppo di ricercatori americani: entro 4.500 anni potrebbero scomparire il 75% degli anfibi, mentre in 7.600 anni potrebbe estinguersi anche il 75% dei mammiferi. Il 75% degli uccelli potrebbe annientarsi entro 11.500 anni. Si tratterebbe della più veloce estinzione di massa della storia della vita sulla Terra. Oggi ci troviamo di fronte a fenomeni inediti, basta dare uno sguardo ai 15 luoghi più inquinati della Terra.

3,5 miliardi di anni fa comparve la vita sul nostro pianeta. Da allora, circa 4 miliardi di specie viventi sono vissute, di cui oggi ne rimangono appena 2 milioni. Secondo gli scienziati, la gran parte delle specie viventi sono sconosciute e ammonterebbero a circa 100 milioni. Da questi dati si capisce che il 99,9% delle specie viventi della Terra si è già estinto. Nel normale evolversi delle ere, alla morte di una specie ne consegue la nascita di un'altra: si chiama speciazione, l'evoluzione di nuove specie animali da quelle che le hanno precedute. Solitamente i tassi di nascita di nuove specie superano quelli di estinzione, garantendo la biodiversità del pianeta.

Quando il tasso di estinzione supera quello di speciazione, ci si ritrova davanti all'estinzione di massa e la conseguente diminuzione della biodiversità. Quando il 75% delle specie viventi si estingue, i paleontologi parlano di “grandi estinzioni di massa” e potrebbe verificarsene una entro qualche migliaio di anni. Da quando esiste la vita animale, cioè 540 milioni di anni, si sono verificate soltanto 5 grandi estinzioni di massa, l'ultima nel Cretaceo e vide la scomparsa dei dinosauri.

A preoccupare gli scienziati è la velocità di quest'ultima estinzione di massa che si profila all'orizzonte. Solitamente, questi eventi naturali si compiono nel giro di centinaia di migliaia di anni, ma negli ultimi 500 anni il tasso di estinzione si è alzato vertiginosamente come non era mai accaduto in passato nella storia del nostro pianeta. Di solito vengono provocate da concause, come la caduta di un asteroide e l'aumento di attività vulcanica. Oggi ci troviamo di fronte a forti cambiamenti climatici, frammentazione degli habitat, inquinamento e la contaminazione di specie aliene in sistemi naturali chiusi. Ma, secondo gli scienziati, l'estinzione può essere evitata, ma bisogna cominciare a rivedere da subito i nostri stili di vita. A guardare i dati del Rapporto Osservasalute 2011, i primi a estinguersi potrebbero essere i pigri e vecchi italiani.