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Terra chiama umani: rispondete

Record di caldo notturno a Sydney, rovesci e temporali su Melbourne. Alluvioni in Italia e Francia. Genova piegata dall’esondazione. La terra ci sta avvertendo.

Non è per via di un ipotetico calendario dell’apocalisse che siamo soggetti a questi eventi. Il clima sta cambiando anche rapidamente per colpa dell’essere umano. La colpa delle tempeste tropicali violente, degli uragani sempre più distruttivi, dei tornado infiniti nel Sud degli USA, delle alluvioni e dei disastri anche in Europa e in Italia, sono attribuibili al riscaldamento globale e la causa principale è attribuita agli oceani che sono sempre più caldi. Se non si possono evitare certe situazioni e anche vero che una corretta informazione e una professionalità degli organi competenti potrebbe letteralmente salvare molte vite. L’informazione è alla base della prevenzione, non ci si poteva aspettare realmente a Genova un’esondazione di tale portata?

|Anche le misurazioni del manto nevoso, dei ghiacci e dei suoli gelati sono incomplete.

La situazione climatica europea sta cambiando vertiginosamente, verso il 2070 si prevede un aumento del ruscellamento annuale nel nord ed una diminuzione del 36% nel sud e nel 2080 vi sarà un raddoppiamento di anidride carbonica nell’atmosfera. Si sa inoltre che gli abitanti dei bacini idrografici sottomessi allo stress idrico aumenteranno progressivamente, passando da 16 a 44 milioni di persone entro il 2080. I piccoli ghiacciai di montagna spariranno in diverse regioni, mentre i grandi ghiacciai subiranno una riduzione notevole di volume dal 30 al 70% entro il 2050 e come se non bastasse l’attività fluviale, l’umidità del suolo, le acque sotterrane e l’evapotraspirazione reale e le misure delle precipitazioni negli oceani non vengono misurate in modo corretto. Il monitoraggio dei cambiamenti è inegualmente distribuito nello spazi e nel tempo, esiste una generale mancanza di dati provenienti dall’emisfero Sud. Questi sono dati certi, il 2080 è lontano ma neanche così tanto e le soluzioni tecnologiche da adottare sarebbero innumerevoli.

Come è possibile che ci accorgiamo di tragedie immani solo nel momento in cui accadono? La natura quando si scatena sappiamo essere al di sopra di noi. Se si monitorasse il flusso fluviale e se si fosse effettuata una manutenzione del letto del fiume, Genova sicuramente non avrebbe subito in maniera così catastrofica le piogge di quei giorni. È lampante il cambiamento che sta avvenendo nel clima a livello mondiale, la causa però non va attribuita solamente all’inadeguatezza di alcuni governi o agli enti specifici, bensì a noi stessi. Gli esperti hanno sottolineato il ruolo significativo della riduzione delle emissioni di gas serra e l’attivazione dello sviluppo sostenibile. Tecnologie bioenergetiche in grado di generare elettricità, calore e combustibili da una gamma di materie prime, sistemi di bioenergia più attuali, compresi i biocombustibili liquidi, riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Terra chiama umani: rispondete.

foto di DonkeyHotey (Flickr)

La bioenergia, utilizzata soprattutto per la cucina tradizionale ed il riscaldamento dei paesi in via di sviluppo, rappresenta attualmente oltre il 10 % delle forniture energetiche globali all’anno. L’energia solare fotovoltaica e le tecnologie a concentrazione solare sono in grado di produrre elettricità, calore e luce, ma attualmente contribuisce solo una frazione dell’1% del totale approvvigionamento energetico globale. Siamo noi che dobbiamo effettuare culturalmente un cambiamento nella scelta delle risorse. La terra ha sempre più risorse limitate e a dati odierni siamo a una stima della popolazione mondiale di 7 miliardi di individui. Per evitare il tracollo dobbiamo necessariamente imparare a utilizzare fonti di energia rinnovabili e convertirci a uno stile di vita più attento al meccanismo naturale del nostro ecosistema.

Il Board di Green Cross International, che si è riunito a Ginevra nei giorni 23 e 24 settembre, ha discusso delle numerose sfide globali che devono essere affrontate da tutti: Paesi, imprese e cittadini. Tali sfide riguardano la sicurezza, l’economia, l’ambiente ed il loro stretto rapporto, spesso causa di tensioni sociali. Il problema sostanziale è che le istituzioni e le politiche sono state progettate in uno specifico periodo storico; non sono state adattate a un mondo in rapida trasformazione e alle sfide del 21° secolo; i modelli di crescita economica delle economie industrializzate che puntano ad aumentare la domanda di consumo, stanno distruggendo i sistemi naturali del pianeta da cui dipendiamo e non si vuole riconoscere la realtà e l’urgenza delle minacce che rapidamente si stanno avvicinando o meglio, ce ne rendiamo conto e specialmente qui nel nostro paese solo a fatto compiuto.

| L’intelligenza collettiva è il solo modo in cui potremo evolverci senza peggiorare la condizione climatica mondiale.

Servirebbe invece una strategia globale che potrebbe essere l’unica reale nostra fonte di speranza. Unendo le nostre energie in una forma di intelligenza collettiva. L’intelligenza è distribuita dovunque c’è umanità e può essere valorizzata al massimo mediante le nuove tecniche, mettendola in sinergia. Oggi se due persone distanti sanno due cose complementari, grazie alle nuove tecnologie possono davvero entrare in comunicazione l’una con l’altra, condividere e scambiare il loro sapere, cooperare. E’ questa l’intelligenza collettiva, con un’etica che pone l’individuo al servizio della comunità permettendogli di esprimersi completamente. L’etica dell’intelligenza collettiva, consiste nel riconoscere alle persone l’insieme delle loro qualità umane, oggi poco valorizzate, e fare in modo che essi possano condividerle con altri per farne beneficiare la comunità. Sicuramente avrete notato quale movimento e macchina  sociale si sia instaurato sui social networks durante la tragedia ligure, non possiamo più aspettare i dibattiti politici. I dibattiti fatti da gente fuori dal tempo rendono la situazione ancora più grave di quanto già non sia. Dobbiamo quindi prepararci a una fine del mondo? Sì se non decidiamo di cambiare rotta nel nostro modo di concepire le risorse e il modo in cui utilizzarle. Dobbiamo applicare la mentalità del designer che punta a utilizzare le risorse fornite da un luogo e non distruggerle. Quella è una mentalità da dinosauri e i dinosauri come si sa non ci sono più. Bisogna ampliare il concetto di una rete collettiva e collaborativa, di aziende che si convertano a un’emissione zero, a darci delle regolamentazioni comportamentali e a fare informazione. Informazione vera sensibilizzando le popolazioni a un’attenzione verso quella terra che ci ha dato molto, da cui stiam pretendendo troppo.

 Vi lascio con una riflessione sull’intelligenza e sul perché a volte non viene applicata

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Fonti: Green Gross International — IPPC — IPPC, consigli per il futuro — HackerArt

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