E se spegnessimo la tv? Se la spegnessimo solo 3 minuti ma tutti insieme? 10, 20 milioni di persone connesse intellettualmente per un attimo per capire il potere contrattuale che il cittadino televisivo può esercitare sulla politica, sul mercato, sulla dittatura bianca che attraversa le nostre tasche, le nostre coscienze, le nostre vite.

Prendo spunto da un pensiero pubblicato ieri su Facebook da GianPaolo Serino. Un pensiero triste e lucido che sintetizza, a partire da un'emblematica intervista televisiva di Fabio Fazio al Presidente del Consiglio Mario Monti, il nuovo terrificante “Potere Morbido”, invisibile, eppure paradossalmente tele-visivo che non interviene più sul territorio, ma sulle coscienze.
Mario Monti questa sera da Fabio Fazio: le due più alte cariche, quella finanziaria e quella televisiva, di questo nuovo terrificante Potere Morbido. Una dittatura democratica, altamente invisibile ma paradossalmente tele-visiva, che non conquista più i territori ma le coscienze. E non possiamo proprio farci nulla. Inutile indignarsi. Inutile incazzarsi. Non possiamo cambiare niente: al massimo possiamo cambiare canale. (Gian Paolo Serino | critico letterario)
Il via a questa stagione di potere, ovviamente, l'ha dato Silvio Berlusconi, adottando per anni i suoi networks televisivi (Mediaset e Rai) come strumento strategico per modificare il modo di orientarsi verso la vita degli italiani. E di conseguenza ridurre al minimo il loro interesse verso la cosa pubblica a favore di piccoli e infantili giochi privati fiabeschi. Un illusionista del potere che ha dato a tutti la sensazione del benessere attraverso un susseguirsi di emozioni facili e la tranquillità di poter eludere le leggi senza troppi patemi d'animo.
Con Mario Monti che si muove in modo contrario rispetto alla sua condizione di Presidente tecnico a tempo, entriamo in una nuova fase che sublima il berlusconismo, dandogli dignità estetica e istituzionale, una sorta di evoluzione di un sistema, piuttosto che una sua caduta. Prima, molte persone, quasi si vergognavano a dire che votavano per Berlusconi e a tratti non si capiva perché avesse sempre la maggioranza. Giravi per le strade, per i bar e sembrava che nessuno fosse per Berlusconi, poi…Ora tutta quella gente, affiancata dagli altri, esce allo scoperto, può finalmente evitare di vergognarsi del proprio Presidente anzi, in un certo senso, supportare Monti è come se conferisse prestigio e al tempo stesso la tranquillità (tipica dei ventenni italiani: Mussolini prima, Berlusconi poi) che qualcuno, un individuo, ha preso finalmente in mano le redini del Paese. Come se il Paese avesse davvero bisogno di un “conducador”, invece che di una classe dirigente seria, responsabile e con un progetto di società preciso rivolto a tutte le persone.

Senza volerlo, ancora una volta, esausti, siamo caduti nella trappola per cui l'uomo singolo fa la differenza. Pur sapendo che non è così dal momento che viviamo, almeno nominalmente, in un sistema cosiddetto democratico. Quello che succede oggi e da cui, a mio avviso, non sarà facile uscire è l'avverarsi progressivo del pensiero unico, confortevole per l'uomo medio così bisognoso di essere spensierato. Così passivo nel suo vivere quotidiano.
Paradossalmente, più si moltiplicano i movimenti di protesta, gli indignati, più ad essi si contrappone il dirompente potere della televisione il “deus ex machina” dell'organizzazione del potere capace di allestire interviste senza domande e senza contraddittorio nella trasmissione popolare ritenuta, a torto, più seria equilibrata e fintamente aggressiva nei confronti del potere.
Con l'intervista di “Che tempo che fa” prosegue e si consacra il processo di costruzione di un nuovo culto della personalità da utilizzare per sedare eventuali diffidenze nei confronti di un Presidente che dalla sua posizione di “buona fede” “a prescindere” e di cattolico convinto, potrà, potenzialmente, permettersi ogni nefandezza sociale a favore di una visione del mondo e della vita coincidente con quella dei grandi gruppi di potere economico mondiale e della chiesa che, non a caso, non è stata ancora toccata da alcuna misura salva-Italia.
Che fare? Atto primo: spegnere la tv. Accendere internet.
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