Dal stasera 7 e fino al 14 arriva la seconda edizione di "Teatro Deconfiscato", rassegna di teatro civile ideata da Giovanni Meola, regista teatrale a cui un paio d'anni fa è venuto in mente di portare il teatro e il pubblico alla Masseria Ferraioli, ad Afragola, in provincia di Napoli. La particolarità di questa rassegna sta tutta qui, nel suo luogo. La Masseria Ferraioli, infatti, un tempo si chiamava Masseria Magliulo, prendeva cioè il nome dal clan di camorra capeggiato da Vincenzo Magliulo, noto come “l’ingegnere della camorra”, protagonista della tremenda faida con i rivali storici dei Moccia, altro clan potentissimo nel comune a Nord di Napoli.

Ma oggi la masseria è intitolata alla memoria di Antonio Esposito Ferraioli, sindacalista di Pagani, in provincia di Salerno, che lavorava come cuoco alla mensa Fatme-Ericsson. Fu ucciso nel 1978 dai colpi di lupara, aveva denunciato la carne andata a male costretto a cucinare. Non mancheranno, oltre agli spettacoli, momenti di riflessione, sul palco Deconfiscato infatti si ragionerà anche di clan: giovedì con il pm Catello Maresca, l’11 con il vicepresidente della commissione Antimafia Claudio Fava, il 14 con la giornalista Luisella Costamagna.

Che cos'è la Masseria Ferraioli.

La Masseria Ferraioli si estende per circa 150mila metri quadrati ed è la più grande dell’intera area della Città Metropolitana di Napoli. Da quest’anno il bene, assegnato al Consorzio Terzo Settore, ospita la rassegna teatrale a ingresso gratuito, consentendo di assistere a tre spettacoli che affrontano diritti umani, immigrazione ed emancipazione femminile, abbinando comicità a commozione, paradosso  e dramma.

Info e programma.

Rassegna di teatro civile, ideata e diretta dal drammaturgo e regista Giovanni Meola, si svolgerà presso l’ex-Tenuta Magliulo (bene confiscato alla camorra sito nel comune di Afragola) ed è organizzata da Virus Teatrali in collaborazione con gli assessorati alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Afragola.

Il 7 settembre andrà in scena “Il Sulfamidico”, scritto e diretto da Giovanni Meola con Enrico Ottaviano, che affronta il tema dei diritti umani e che vanta il patrocinio di Amnesty International e dell’ambasciata argentina in Italia, oltre che vincitore di premi di drammaturgia. Il giorno 11 settembre sarà la volta di “Albania casa mia”, storia d’immigrazione, di e con Alexandros Memetaj, per la regia di Giampiero Rappa, già premiata nel 2016 con il Premio Cervi e al festival Avanguardie 20 30, e invitato al festival InScena! A New York nel 2017. Chiude la seconda edizione della rassegna il 14 settembre “Dita di dama”, una storia di emancipazione femminile, adattata e diretta da Laura Pozone (anche protagonista) e Massimiliano Loizi, tratta dall’omonimo libro di Chiara Ingrao.