Un call center allestito al'interno di un semplice garage senza finestre e porte a parte la saracinesca di ingresso dove per sei ore al giorno dovevano trovare posto una ventina di giovani addetti pagati solo 2,50 euro all'ora senza contributi e senza assicurazione. È la nuova frontiera dello sfruttamento denunciata dai sindacalisti della Flc Cgil a Taranto che dopo una verifica sul posto ha denunciato tutto agli ispettori del Lavoro. "Una nuova squallida scoperta che spinge a risolvere in fretta la questione dei call center", ha commentato il segretario provinciale del sindacato, Andrea Lumino che da tempo si batte per la legalità nel mondo del lavoro nei call center che a Taranto prosperano dando lavoro a quasi settemila persone.

"Ancora più inquietante è che i titolari del call center, pur vantando una commessa con Telecom Italia retribuiva i lavoratori con 2,50 euro per ogni ora" ha denunciato ancora il sindacalista Lumino, rivelando che i gestori della struttura erano ex dipendenti di un altro call center che avevano deciso di passare dall'altra parte acquistando il software da un'azienda specializzata.  "Basterebbe osservare l'ingresso del luogo di lavoro per comprendere la realtà nella quale queste persone erano costrette a operare fino a sei ore al giorno: una saracinesca sulla pubblica strada", ha sottolineato Lumino, concludendo: "Alla luce di questa ennesima storia di nuova schiavitù sentiamo il bisogno di rilanciare la necessità che gli impegni assunti dalla Regione Puglia possano portare a soluzioni efficaci nel più breve tempo possibile. Restiamo accanto a questi giovani lavoratori che hanno il diritto di vedere riconosciuto quanto previsto dalla legge e lottiamo con maggiore vigore contro lo sfruttamento per debellare questi fenomeni che nulla hanno a che fare con un Paese civile".