Una pagina facebook pubblica, sulla quale chiunque può lasciare un commento ad ogni singola foto o status. E non era certo difficile aspettarsi un epilogo differente da quello in atto in queste ore: da quando è stata resa nota l'identità del presunto capo della banda di stupratori di Rimini, il profilo sul social network del ventenne congolese Guerlin Butungu, fermato nella notte, è stato preso d'assalto da migliaia di messaggi di insulti.

La stragrande maggioranza dei commenti augurano il peggio all’ultimo arrestato del branco, l’unico maggiorenne, individuato dalle vittime nelle immagini delle telecamere di sorveglianza: “Figlio di una mamma violentata bastarda”, “Sparati”, “Devi morire lentamente..”, sono solo alcuni dei commenti che si possono leggere sotto l’ultimo post di Butungu. Ma ogni singola foto o post del 20enne è stata bersagliata da epiteti analoghi. “Auguri. Le nostre galere non ti piaceranno” gli fa notare un utente di Facebook. La maggior parte degli insulti sono a sfondo razzista: "negro di m…", "maledetto africano", "scimmia". Altri pubblicano immagini del campo di sterminio di Auschwitz, foto di Hitler o di lanciafiamme.

Ci sono anche commentatori dalla Polonia, il paese della 26enne stuprata in spiaggia. Solo in pochi fanno notare che "lui merita sicuramente di scontare tutto quello che di schifoso ha fatto, ma di certo non siete migliori scrivendo certe cose”, altri evidenziano come l’ultima foto (quella con più commenti) sarebbe un omaggio di Butungu ad un amico morto.