Le indagini relative allo stupro di Rimini ai danni di una turista polacca e di una transessuale peruviana proseguono. Dopo il ritrovamento della bottiglia di vetro utilizzata per minacciare la transessuale peruviana, dalla quale gli inquirenti sperano di recuperare le impronte digitali degli autori del reato, gli investigatori continuano a ricostruire la vicenda in ogni dettaglio con la speranza di arrivare ad arrestare i colpevoli. A quanto pare, dopo giorni di indagini senza sosta, gli inquirenti avrebbero recuperato un'immagine dei tre dei quattro violentatori, captata da una delle telecamere di sicurezza poste nei pressi del luogo del fatto. Nel fermo immagine si vedono tre giovani vestiti con bermuda. Uno di loro indossa una felpa con cappuccio alzato, mentre altri due hanno un cappellino in testa.

Secondo gli investigatori quei tre ragazzi sarebbero proprio gli autori del duplice stupro compiuto otto giorni fa a Miramare di Rimini, all'altezza del bagno 130. Quella notte il branco avrebbe prima stuprato una turista polacca in spiaggia, derubando e picchiando con violenza il ragazzo che si trovava con lei, e in seguito avrebbero rapinato e stuprato la transessuale peruviana, incontrata per caso per strada durante la fuga dal primo luogo del delitto. Stando ad ulteriori indiscrezioni, gli inquirenti dispongono di altre immagini, nelle quali compaiono quattro soggetti ripresi frontalmente, che sono stati riconosciuti dalla transessuale, testimone chiave dell'indagine.

L'identikit dei tre sospettati.

I quattro uomini ricercati dalle forze dell'ordine hanno tra i 20 ai 30 anni, uno avrebbe la pelle nera, mentre gli altri due la carnagione olivastra e uno più chiara, quasi certamente di origine magrebini. “Tra di loro non parlavano in arabo, per i miei studi un po’ lo conosco e sono certo, non era arabo”, ha dichiarato il compagno della 26enne stuprata. La transessuale peruviana ha invece precisato che i tre parlavano in "italiano corretto".