Nuova strage dell’Isis nella Siria centrale, a Est di Hama. Secondo quanto riferisce l’agenzia ufficiale Sana almeno cinquantadue civili sarebbero rimasti uccisi. Tra le vittime ci sarebbero molti bambini e donne. L’agenzia che dà notizia dell'attacco cita il direttore dell'ospedale di Salamiya, capitale della provincia che è stata presa di mira questa mattina all'alba da miliziani locali dello Stato Islamico. Delle cinquantadue salme giunte in ospedale ci sarebbero in particolare almeno quindici minori di età compresa tra i tre e i tredici anni. Le fonti citate dall’agenzia ufficiale affermano che l'attacco contro il villaggio di Aqareb, vicino Salamiya, ha causato “molte vittime”. A confermare il drammatico bilancio anche l’Osservatorio siriano dei diritti umani. L’Isis, secondo l’Osdh, avrebbe perso quindici combattenti nell’attacco.

In Siria "una cellula per le armi chimiche" – Intanto – ne è convinta l'intelligence statunitense che secondo quanto riporta la Cnn che cita un funzionario americano – l’Isis sta formando una nuova “cellula per le armi chimiche” composta da tutti i suoi esperti in questo campo provenienti dall'Iraq e dalla Siria. La cellula sarebbe basata in una zona controllata dall'Isis in Siria, nella valle del fiume Eufrate, tra Mayadin e Qaim, poco distante dal confine con l’Iraq. Secondo gli esperti americani, lo Stato Islamico starebbe consolidando le sue competenze in fatto di armi chimiche per rafforzare la propria capacità di difesa delle sue rimanenti roccaforti.