“Se penso che l’Italia, rinunciando anche ad un solo F35, potrebbe acquistare con la medesima cifra 7 Canadair…”, scrive su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italia, Nicola Fratoianni. Un’affermazione che arriva nei giorni in cui l’Italia deve fronteggiare gli incendi che colpiscono varie zone del Paese, come dimostrano i casi di Messina e del Vesuvio. I Canadair, in particolare, sono gli aerei utilizzati per gli incendi più estesi che non possono essere gestiti solamente con le forze e i mezzi a disposizione delle singole regioni italiane. Sono velivoli concepiti per la lotta aerea antincendio e hanno la capacità di operare in zone a forte densità forestale e comunque più impervie.

Nicola Fratoianni argomenta la sua constatazione fornendo un dato: "Mediamente per l'acquisto di un F35 sono necessari 135-140 milioni di euro, per un Canadair siamo intorno ai 20 milioni". In un periodo di "emergenza" come il segretario di Si definisce quello attuale, "pare evidente che non sono sufficienti" i Canadair già a disposizione dell'Italia. La situazione, secondo Fratoianni, risente anche dello "scioglimento della Forestale" e per questo "stiamo ponendo l'emergenza" per affrontare sia il tema della prevenzione che quello dell'intervento.

Ma come funziona il sistema di intervento in Italia? In caso di incendio sono le regioni a intervenire utilizzando i mezzi a loro disposizione. Nel caso di roghi più vasti, sono i Dos, le direzioni operative di spegnimento, a chiedere l’intervento di altri mezzi. Al momento della segnalazione a scendere in campo sono in primis le squadre via terra, ma quando le condizioni non sono favorevoli (per collocazione geografica o particolari situazioni climatiche, per esempio) o il rogo è molto esteso, si ricorre alle truppe aeree in dotazione delle singole regioni. Quando l’incendio è particolarmente vasto, le Dos chiedono al Coau, il Centro operativo aereo unificato del dipartimento della Protezione Civile, di inviare altri mezzi.

In Italia sono disponibili 16 Canadair che operano su tutto il territorio.

Il Coau coordina le operazioni e si occupa della gestione di alcuni mezzi utilizzati per lo spegnimento degli incendi. Tra questi, ci sono proprio i 16 Canadair disponibili in tutta Italia. Nel complesso, la flotta di cui dispone il nostro territorio comprende: 16 Canadair, 4 elicotteri Erickson S64F e altri 8 elicotteri del comparto Difesa e del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Nei periodi definiti di "massima attenzione", la flotta aerea viene dislocata su 14 basi: Cagliari, Catania, Ciampino (Rm), Napoli – Capodichino, Comiso (Rg), Genova, Grottaglie (Ta), Lamezia Terme (Cz), Olbia, Pescara, Trapani, Rieti, Cecina e Viterbo. Come spiega la Protezione Civile, lo schieramento della flotta viene stabilito sulla base delle zone più interessate, solitamente, da incendi. Motivo per cui la maggior parte delle basi si trova tra il centro e il sud Italia, con quasi nessuna al nord dove solitamente è richiesto un minore intervento. Le basi con il maggior numero di Canadair a disposizione sono quelle di Ciampino (4), Lamezia (3), Olbia (3) e Trapani (3). In molte altre basi sono presenti solo elicotteri.

Sette regioni non hanno mezzi aerei propri per intervenire in caso di incendio.

Per quanto riguarda poi le singole regioni, secondo i dati pubblicati sul sito della Protezione Civile, alcune non hanno a disposizione neanche un mezzo aereo. In particolare, non ce ne sono in sette regioni: Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria. Le regioni più ‘fornite’ sono invece la Sardegna (12), il Lazio (10), la Toscana (9) e la Campania (5).

La Protezione Civile ha sottovalutato il rischio incendi boschivi per il 2017?

Prima dell’inizio dell’estate, il 13 giugno, sono state pubblicate le raccomandazioni del governo a tutte le regioni in materia di contrasto agli incendi boschivi. La premessa su cui si basa questo documento è che "l’analisi delle condizioni meteorologiche in Italia nella stagione estiva del 2016 evidenzia l'assenza di situazioni estreme, a eccezioni di alcune giornate di giugno e di agosto, con livelli di suscettività all'innesco e alla propagazione degli incendi boschivi nella media delle ultime stagioni estive. Le condizioni favorevoli all'accensione e allo sviluppo degli incendi boschivi sono state fronteggiate in maniera complessivamente soddisfacente dai sistemi regionali e statuali impegnati nelle attività di antincendio boschivo, facendo registrare un numero totale di incendi sostanzialmente in linea con l'anno 2015". “Il numero complessivo di incendi – si legge ancora nel documento – si conferma, anche per il 2016, inferiore alla media degli incendi registrati sia negli ultimi 40 anni che dall'entrata in vigore della legge quadro n. 353 del 2000”.

Nelle stesse raccomandazioni, però, si sottolinea anche che "i primi mesi del 2017 sono stati caratterizzati da fenomeni diffusi, determinati anche per effetto del deficit idrico che ha interessato quasi tutto il Paese, e da un’intensificazione degli interventi rispetto al passato, con un numero di richieste di concorso della flotta aereo antincendio di Stato in forte aumento in confronto agli anni precedenti, al punto da risultare la stagione invernale più complicata dal 2004, dopo quella del 2012”. Il record di incendi e di interventi coordinati dal Coau nei mesi di giugno e luglio del 2017, quindi, non erano previsti e prevedibili sulla base degli andamenti dei dati degli ultimi anni, nonostante qualche presagio riguardante i primi mesi dell’anno.

Nelle raccomandazioni c’è poi un altro passaggio che viene sottolineato, quello riguardante il valore che assumono quest’anno “per l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato in altre amministrazioni: le Regioni sono quindi chiamate a organizzare i propri sistemi antincendio in modo nuovo e strategico, soprattutto in quei contesti in cui esisteva un collaudato e consolidato rapporto di collaborazione con il corpo Forestale”.

La Protezione Civile spiega che quest'anno i "numeri sono chiari" e che siamo di fronte a giornate record rispetto agli ultimi anni. Nella sola mattinata del 12 luglio, per esempio, gli equipaggi di Canadair ed elicotteri della flotta aerea dello Stato coordinati dalla Protezione Civile hanno ricevuto 23 richieste di intervento:  7 dalla Sicilia, 5 dalla Calabria, 4 rispettivamente da Campania e Basilicata, 2 dall'Abruzzo e una dall'Umbria. Cifre che vengono confermate dal trend di questa estate, nella quale si sono registrate 430 richieste di intervento dal 15 giugno all'11 luglio, contro le 308 dello stesso periodo del 2007, considerato l'anno terribile per i boschi italiani con un numero di incendi più alto della media.