Ancora nel 2012 nonostante le numerose leggi internazionali sul rispetto dei diritti umani e di quello dei minori, ci ritroviamo a dover leggere storie come quelle che arrivano dalla Slovacchia. Secondo la denuncia di alcuni genitori di bimbi rom, portata alla luce da Amnesty International e ripresa da numerosi media nazionali e internazionali, in Slovacchia esistono classi scolastiche separate per i bimbi rom. In particolare, come rivelato anche dal Corriere della Sera, al World Urban forum di Napoli è stata denunciata la situazione di alcuni bambini nella città di Levoèa, alcune mamme hanno raccontato che nella scuola elementare Francisciho, nel quartiere di Tehelna, i loro figli sono stati spostati dalle loro classi e costretti a frequentare sezioni per soli rom. Di fronte a questa ingiustizia sono gli stessi bambini che si chiedono il perché di questa discriminazione, che li costringere ad avere “solo amici rom e parlare solo romanì e non slovacco” e ad isolarsi dai coetanei. A queste domande il preside della scuola non vuole rispondere e preferisce continuare nella sua scelta.

Questo episodio non è un caso isolato, in un Paese dove i rom rappresentano circa il 10% della popolazione, sono migliaia i bambini rom costretti a frequentare classi con strutture e programmi scolastici riservati esclusivamente  alla loro etnia.  A nulla sembrano essere valse le campagne delle organizzazioni per i diritti umani che qualche anno fa avevano convinto il governo slovacco ad adottare una nuova legge sulle scuole che vietava ogni forma di discriminazione e avevano portato all’adozione della Strategia nazionale d’integrazione dei rom. In realtà però in molte zone queste disposizioni non sono mai state applicate e quest’anno il nuovo esecutivo ha fatto un passo indietro adottando un programma che prevede l’istituzione di scuole elementari separate per le “comunità emarginate”. I genitori di molti bimbi rom però non si arrendono e una delle mamme di questi bambini discriminati quest’anno ha denunciato la Slovacchia al Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali.