Almeno quattordici persone, tra cui anche sei minori e quattro donne, sono rimaste uccise in un bombardamento aereo avvenuto nel nord della Siria, in una zona controllata dall'Isis. Il bilancio è stato fornito dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui il raid è avvenuto su Matab, una località che si trova a est di Raqqa, la roccaforte dello Stato Islamico nel nord della Siria. Le vittime potrebbero appartenere tutte a un'unica famiglia. Secondo il gruppo di attivisti di “Raqqa viene sterminata nel silenzio” (Rbss) gli uccisi nel raid aereo sarebbero diciotto. Al momento non è chiaro quale aviazione abbia effettuato l'attacco. “I raid hanno colpito il villaggio di al Matab dopo mezzanotte e sono stati compiuti probabilmente dalla coalizione” internazionale guidata da Washington, è quanto ha riferito il direttore dell'ong, Rami Abdel Rahman.

Marines in Siria per l'offensiva contro l'Isis a Raqqa – Intanto, secondo quanto riferiscono fonti di stampa, nella lotta all’Isis e nella riconquista di Raqqa ci saranno anche le truppe americane. Secondo la Cnn un gruppo di marines è già arrivato nel nord del Paese per sostenere le forze locali che si apprestano a lanciare l'offensiva finale verso la roccaforte dell’Isis. Anche il Washington Post scrive che i marines arrivati in Siria erano già dispiegati nella regione e il loro spostamento dalle navi Usa nel Golfo Persico non aveva bisogno del consenso del presidente Trump o del segretario alla Difesa. Ma sia la Casa Bianca che il Pentagono erano informati. Inoltre l'amministrazione Trump, scrive l’agenzia Reuters, starebbe valutando di dispiegare fino a mille soldati nell'area mediorientale come forza di riserva nella battaglia contro l'Isis in Siria e in Iraq. Sulla scrivania dello Studio ovale ci sarebbe la proposta di concedere ai comandanti sul posto maggiore flessibilità nelle decisioni per rispondere in maniera più rapida a situazioni impreviste o attacchi sul campo.