Un anno e quattro mesi di carcere ciascuno: è quanto il Procuratore facente funzioni di Paola, Maurizio De Franchis, ha chiesto per i quattro giovani di Sangineto, nella provincia di Cosenza, accusati di aver ucciso e seviziato brutalmente lo scorso anno il cane Angelo, un randagio che non era assolutamente pericoloso per nessuno. Alla sbarra ci sono Nicolas Fusaro, Giuseppe Liparato e i fratelli Francesco e Luca Bonanata, tutti accusati del reato di “uccisione di animali”. I quattro ragazzi postarono su Facebook il video delle sevizie commesse sul povero cane: prima lo attirarono, poi lo impiccarono a un albero e infine lo uccisero con colpi di pala sulla testa. Il video divenne presto virale e permise ai Carabinieri di identificare nei presunti responsabili i quattro ventenni di Sangineto.

Gesto crudele perché il cane non era pericoloso per nessuno – Il pm del Tribunale di Paola, davanti al quale si sta celebrando il processo con rito abbreviato, ha definito il loro gesto “crudele e ingiustificato”. L'accusa ha infatti sottolineato come l'uccisione dell'animale non era “necessaria” in quanto, stando alle carte dell'inchiesta, il cane Angelo non era risultato essere pericoloso per nessuno. In aula il pm ha quindi evidenziato come gli imputati avrebbero trovato “compiacimento” nel commettere il brutale assassinio. Il giudice Cosenza ha rigettato la richiesta, da parte delle difese, della “messa in prova ai servizi sociali” per i quattro giovani imputati. Se il giudice avesse accordato l'istanza il processo si sarebbe sospeso e il reato contestato si sarebbe estinto al termine della misura alternativa. Considerata però la gravità dei fatti non ci sono i presupposti per una soluzione simile.

Sentenza il 26 maggio – Al termine della camera di consiglio il giudice ha poi ammesso circa una trentina, escludendone altre dieci, di associazioni animaliste. Il brutale omicidio del cane Angelo ha mobilitato l'opinione pubblica nazionale e anche per l’udienza di oggi sono giunti a Paola decine e decine di attivisti per rivendicare i diritti degli animali e chiedere una giusta e severa condanna per i quattro giovani. La sentenza del processo è prevista per il 26 maggio.