L'avvocato Ibrahim Metwaly, legale egiziano della famiglia di Giulio Regeni e che da anni si batte per denunciare le violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Al Sisi, è scomparso. Secondo quanto si apprende da iniziali informazioni, l'avvocato Metwaly sarebbe scomparso all'aeroporto di El Cairo nella mattinata di ieri, 10 settembre. Al momento i contorni della vicenda non sono ancora chiari, di certo si sa che l'uomo era atteso per una conferenza stampa delle Nazioni Unite, dedicata proprio alle violazioni dei diritti umani in Egitto a Ginevra, dove però non è mai arrivato. Metwaly sarebbe stato prelevato in aeroporto e arrestato e da quel momento si sono prese le sue tracce. Raggiunti telefonicamente da Fanpage.it, al momento né Amnesty International né gli avvocati italiani della famiglia Regeni sono in possesso di informazioni più circostanziate.

La denuncia della scomparsa del legale egiziano è partita dai colleghi dell’Egyptian Commission for Right and Freedom. L’avvocato Metwaly, 53 anni, da anni si batte contro il regime di Al Sisi, denunciando torture e continue violazioni dei diritti umani. In passato, nel 2013, l'uomo ha anche perso un figlio, scomparso nel nulla e mai ritrovato. "Siamo molto preoccupati", spiegano i colleghi di Ecrf, che hanno denunciato per primi la sua comparsa. "Metwaly avrebbe dovuto parlare, tra le altre cose, di suo figlio Omar, sparito nel 2013 e anche di quanto accaduto in Egitto a Giulio Regeni. Ibrahim sembra essere sparito nel nulla. Dopo il suo arresto, per accuse che chiaramente non ci sono assolutamente note, non abbiamo saputo più nulla. E per questo siamo molto preoccupati per quanto può accadere", hanno aggiunto da Ecrf.

Da anni gli attivisti per i diritti umani operanti in Egitto denunciano le azioni del regime di Al Sisi, accusato non solo di perpetrare torture e censure nei confronti di chi contestata l'operato del governo. Proprio nei giorni scorsi, per esempio, a ridosso della diffusione del rapporto Human Rights Watch che denuncia l'uso sistematico della forza e della tortura da parte dei servizi di sicurezza egiziani, dal governo è partito l'ordine di oscurare il loro sito per rendere clandestina la ricerca.

"L'avvocato doveva prendere il volo MS 771 per la Svizzera, a seguito di un invito del gruppo di lavoro, per presenziare alla riunione n. 113 prevista per l'11-15 settembre 2017 presso l'ufficio dei diritti umani ONU di Ginevra. Da menzionare che dall'inizio del 2014 l'associazione combatte per la liberazione dei familiari sequestrati dalle autorità egiziane. La famiglia del legale sostiene di aver mantenuto contatti con lui fino al suo arrivo all'aeroporto, alle ore 08:00 del mattino del 10 settembre 2017. All'aeroporto di Ginevra dichiarano che l'avvocato non è mai salito sull'aereo, il che conferma che sarebbe stato trattenuto dalle autorità egiziane al Cairo. Si ricorda che l'avvocato Metwaly ha perso il figlio Amro Ibrahim Mutuwalli, 22 anni, studente di architettura, rapito in seguito al massacro della guardia repubblicana l'8 luglio del 2013 e da allora risulta scomparso nel nulla. La sua famiglia non ha più avuto sue notizie e le autorità egiziane si sono sempre rifiutate di collaborare", si legge nel post di denuncia diffuso su Fb da Stop Forced Disappearence.

La prossima settimana, dopo mesi, a El Cairo riaprirà la sede diplomatica italiana, dove sarà inviato l'ambasciatore Giampiero Catini, una decisione presa a ridosso del ponte di Ferragosto che fece molto discutere e che provocò le proteste dei genitori di Giulio Regeni.