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Schettino è libero e pronto a dire la verità: ma vuole 50mila € ad intervista

Dopo la scarcerazione, è già partita la battaglia tra i gruppi editoriali per assicurarsi i diritti in esclusiva del racconto del capitano sulla tragedia della Costa Concordia. Si parte da una "base" di 50.000 euro, ma il prezzo potrebbe anche salire «nell'interesse del cliente» dicono gli avvocati.

Schettino è libero e pronto a dire la verità: ma vuole 50mila € ad intervista.

Francesco Schettino è libero dagli arresti domiciliari. Il capitano più odiato d’Italia, colui che avrebbe causato il disastro della Costa Concordia, ora vuole parlare. E’ pronto a raccontare cosa è realmente successo in quella fredda notte di gennaio, quando la nave da crociera da lui guidata, si è incagliata nei pressi dell’isola del Giglio provocando la morte di 32 persone. Ma per farlo chiede 50.000 euro ad intervista. Come spiega La Stampa, sarebbe questo il prezzo “base” posto dai legali di Schettino, per concedersi in esclusiva alle telecamere di qualche trasmissione in tv. Ma anche qualche settimanale. Un’offerta in tal senso sarebbe già arrivata, ma non è escluso che il prezzo sia destinato a salire. Dopo la “scarcerazione” l’attenzione dei media su di lui è tornata ad esser altissima, soprattutto dopo l’anticipazione del suo memoriale, ieri sera, su Canale 5, a Quinta Colonna.

Nella ricostruzione su quanto successo all’ombra del Giglio, Schettino spiega:

In quel momento una mano divina si è sicuramente posata sulla mia testa. Se avessi continuato su quella rotta, avremmo colpito lo scoglio con la prua. Sarebbe stata un’ecatombe.

C’è chi, a verbale, ha dichiarato che l’impatto con la poppa è stato causato da una mia allucinazione, un’allucinazione che mi avrebbe fatto virare a destra provocando la scodata verso sinistra …  Altro che allucinazione! Piuttosto è stato il mio fiuto, il mestiere, il saper riconoscere il mare a farmi fare quella sterzata repentina a dritta.”

SCHETTINO, DAI LIBRI ALLE INTERVISTE – Parole che molti direttori ed editori vorrebbero ospitare nel proprio tg, programma o giornale. Del resto, in Italia il dramma vende bene quando si trasforma in show mediatico e per questo è probabile che nei prossimi giorni si scatenerà una vera e propria guerra per accaparrarsi i diritti del capitano. Tanto per essere chiari, l’avvocato Paolo Bastianini, socio di Bruno Leporatti, difensore di Schettino, afferma che è «inutile correre fino a Meta di Sorrento: Schettino non uscirà di casa e non parlerà. Chiunque andrà, rimarrà davanti alla porta». Che detto in altri termini è: Schettino, da oggi in poi, parlerà solo dietro compenso. E pensare che il capitano avrebbe già firmato un contratto con una importante casa editrice americana per pubblicare un libro-verità dal titolo “Non Sono Capitan Codardo“. Insomma, Schettino, che è accusato di omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono di incapaci, abbandono della nave e omessa comunicazione alle autorità marittime, ha un prezzo. E così la vicenda assume contorni tragici e bizzarri allo stesso tempo e lascia ancora più l’amaro in bocca.

Approfondimenti: Comandante Schettino, Costa Concordia, francesco schettino, naufragio concordia

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