Dopo anni di scandali, accuse e proteste, papa Francesco ha detto basta ed ha commissariato  la Compagnia di Maria per l'educazione dei sordomuti, l'istituto con casa generalizia a Verona in Italia e sedi in molti Paesi del mondo, in cui numerosi sacerdoti sono accusati di aver abusato sessualmente minori affetti da disabilità nel corso di decenni. La notizia è stata data nelle scorse settimane da una agenzia di stampa argentina, ma in Italia era passata sotto traccia. Proprio un argentino il commissario scelto dal pontefice: si tratta di Alberto Bochatey, vescovo ausiliare di La Plata. La nomina è stata effettuata dalla Congregazione vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica ed è facile immaginare che abbia ottenuto il pieno avallo del Papa. A Bochatey sono stati dati i più ampi poteri nella gestione dell'istituto religioso.

Bochatey ha già annunciato che la sua principale missione sarà di far venire a galla sugli abusi sessuali che sarebbero stati perpetrati in Italia come in Argentina per molti anni: peccati (e crimini, per le leggi civili) particolarmente gravi perché, nella gran maggioranza dei casi, perpetrati da religiosi a cui i giovani portatori di handicap erano stati affidati. La Chiesa cattolica riconosce la pedofilia come uno tra i "delicta graviora", uno tra i delitti più gravi tra quelli di cui un religioso si può macchiare. Decine gli accusatori, molti dei quali adulti che si sono fatti forza a vicenda con il passare degli anni: molti sono anche gli accusati, alcuni dei quali sono morti, mentre altri sono ormai molto anziani.

La Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti è stata fondata il 23 settembre 1840 a Verona dal Servo di Dio don Antonio Próvolo, che aveva l'obiettivo di curare i giovani sordomuti, istruendoli nella fede e provando a curarli, in modo che potessero riuscire a farsi comprendere. Dal 1914 la Congregazione ha sedi in Argentina ed è proprio nel collegio di Mendoza che è scoppiato, negli scorsi mesi, uno scandalo internazionale. Mentre la giustizia italiana ha ritenuto non procedere contro i sacerdoti, ritenendo estinti i reati perché denunciati troppo tardi, quella argentina non si  comportata allo stesso modo, incarcerando alcuni sacerdoti, tra cui don Nicolas Corradi, accusato di aver abusato sessualmente bambini anche quando era in Italia, ed addirittura una suora, che si era resa latitante per un anno. La diocesi di Verona, dal canto suo, non ha mai potuto agire perché l'istituto, tecnicamente, era autonomo, ma non ha mai dato l'impressione di voler sostenere seriamente le presunte vittime. Fanpage, alcuni mesi fa, aveva rintracciato uno dei sacerdoti accusati di pedofilia, che, sorprendentemente, aveva ammesso le sue colpe in un video che ha poi fatto il giro del mondo.

Negli ultimi anni sono emerse testimonianze agghiaccianti su quello che succedeva ai bambini sordomuti che vivevano nelle mura delle case che facevano capo alla Congregazione. Bambini costretti a rapporti sessuali completi, invitati a toccare uomini più grandi di loro e a farsi toccare, condotti finanche in chiese per subire molestie senza che nessuno lo venisse a sapere. Molte delle vittime hanno ormai più di cinquanta o sessant'anni e cercano solo giustizia. A monsignor Bochatey il difficile compito di fare pulizia nella congregazione, di stabilire la verità e di fare in modo che orrori simili non accadano mai più.