San Valentino? Per il Partito comunista cinese “alimenta la corruzione della società”

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A cura di Redazione
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Sul “Quotidiano del Popolo”, organo del Comitato centrale del Pcc, si giustificano le scappatelle dei big della politica tirando in ballo la dissoluzione della società cinese alla base della quale ci sarebbe anche la tradizionale festa degli innamorati.

San Valentino? La festa degli innamorati alimenta gli atteggiamenti corrotti: lo dice il "Quotidiano del popolo", organo ufficiale del Partito comunista cinese che accusa la festa degli Innamorati di essere alla base della dissoluzione della società cinese. In un editoriale pubblicato ieri, scrive AsiaNewsm, l'organo ufficiale del Partito comunista di Pechino ha scritto che il giorno di San Valentino e' divenuto ormai un vivaio di ideologia decadente, di stile di vita indulgente, che ha portato alcuni quadri del Partito a dissipare fortune con le loro amanti.

L'articolo dell'organo ufficiale del Comitato centrale del Pcc cita Bo Xilai, l'ex segretario del Partito di Chongqing; Liu Zhijun, ex ministro delle ferrovie; Chen Liangyu, ex segretario del Partito di Shanghai. Tutti loro, secondo l'editorialista, sono colpevoli di aver avuto relazioni amorose illecite con molte donne. Pechino riconduce il tutto al messaggio romantico di questa festa di origine occidentale, dove agli amanti si offrono fiori, cioccolatini, biglietti augurali, che ha spinto alcuni quadri a maturare nella corruzione, abbandonando il credo comunista e tradendo "la causa".

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