Un uomo di 93 anni ha salvato il suo villaggio dalla demolizione con l'arte. È accaduto nel quartiere di Nantun a Taichung City, sulle isole Taiwan. Cinque anni fa il governo ha avvisato Huang Yung-fu e i suoi vicini che il loro villaggio sarebbe stato demolito, ordinando loro lo sgombero immediato. La maggior parte degli abitanti del quartiere ha obbedito, ma lui no. Ha vissuto nello stesso posto per metà della sua vita, e a 93 anni, ha deciso di rimanere: ha iniziato dalla sua abitazione, e pian piano ha ricoperto tutte le case del villaggio di coloratissimi disegni. Oggi, il villaggio attira centinaia di visitatori ogni settimana, e la demolizione è solo un ricordo lontano. Grazie a Huang, ribattezzato da tutti "nonno Arcobaleno", che quasi per gioco ha iniziato a decorare le sue pareti con animali e figure umane, il "Rainbow village" è una delle attrazioni turistiche più famose della regione, e quasi sicuramente riceverà il riconoscimento ufficiale del governo.

Huang ha iniziato dipingendo un uccello all'interno di casa sua. Poi ha continuato a dipingere le pareti esterne. Il murale colorato è cresciuto rapidamente fino a coprire l'intero villaggio. Gatti, cani, piante, e anche alcuni dei personaggi preferiti di Huang, come la leggenda del kung fu Bruce Lee. Alla fine, un gruppo di studenti universitari, visitando il villaggio, si è accorto dei disegni di Huang, e ha lanciato immediatamente una petizione per salvare il villaggio. Il governo ha accettato, e il piccolo quartiere di Nantun è oggi una grande attrazione turistica, ribattezzato "Rainbow village", e probabilmente presto sarà nominato punto di riferimento culturale ufficiale. Nella zona, Huang è diventato una celebrità. Organizza tour del suo villaggio arcobaleno ed è felicissimo di chiacchierare con tutti quelli che si fermano. Continua a dipingere tutti i giorni, aggiungendo sempre nuove creature dai colori vivaci al suo murale tentacolare, ed è ormai noto in tutta la regione come "nonno Arcobaleno".

L'insediamento nel quartiere Nantun di Taichung City molto tempo fa era composto da 1.200 case, tutte abitazioni date in concessione ai veterani di guerra e alle loro famiglie. Ma, poiché le case erano ormai fatiscenti, alcune aziende hanno offerto 61 mila dollari ai suoi abitanti per trasferirsi in nuove abitazioni. Huang, e come lui gran parte degli abitanti del villaggio, ha vissuto a Nantun per 37 anni: per questo ha scelto di rimanere anche dopo che i suoi vicini hanno abbandonato le loro case. Nel villaggio sono rimaste così solo 11 persone. È stato allora che Huang ha deciso di iniziare a dipingere: "ero l'unica persona rimasta nel villaggio e mi annoiavo", ha detto. "Mio padre mi aveva insegnato a dipingere quando avevo cinque anni, ma io non l'avevo più fatto da quando ero un bambino".

il villaggio Arcobalenoin foto: il villaggio Arcobaleno

Originario di Hong Kong, Huang Yung-fu si iscrive al partito nazionalista Kuomintang (KMT) ed entra nell'esercito nel 1946 per combattere le truppe comuniste in Cina, durante la guerra civile. Quando il KMT viene sconfitto, nel 1949, molte truppe seguono il suo leader, Chiang Kai-shek, nella sua fuga a Taiwan, e Huang è uno di loro. Ai soldati furono concessi alloggi temporanei in centinaia di villaggi militari su tutta l'isola, ma, una volta che il comunismo ebbe conquistato la terraferma, queste case temporanee sono diventate permanenti. Ad oggi, molti dei villaggi sono stati abbattuti, ma alcuni lamentano ancora la perdita delle vecchie comunità. "Quando si sposta fuori, la gente si sente isolata", ha detto Kang Han-ming, un ex marine che oggi gestisce la fiorente attività del Rainbow Village. "Si sentono come se non avessero radici. È per questo che un sacco di veterani più anziani che si spostano nei nuovi edifici si ammalano". Il ministero della difesa ha però promesso di preservare gli ultimi 13 villaggi come aree culturali.

Huang Yung-fu accoglie i visitatori al suo villaggio nel centro di Taiwan con le mani e le scarpe sporche di vernice, pieno di macchie di colore: segni del lavoro quotidiano che lo ha portato, da solo, ad allontanare i bulldozer della demolizione. A 93 anni, l'ex soldato si alza ancora alle 3 del mattino, ogni giorno, e passa quattro o cinque ore a dipingere le mura che lo circondano. Nonno Arcobaleno cammina zoppicando leggermente, e quando tira la gamba dei pantaloni rivela un ginocchio fasciato, contuso per aver passato troppo tempo in ginocchio a terra a dipingere, dice. Ma Huang è determinato a continuare ad aggiungere murales vivaci alle pareti e alle vie del paese: l'unico modo, sembra, per garantire la sua sopravvivenza.