Le 29 vittime dell’Hotel Rigopiano di Farindola, travolto un mese fa da una slavina, potevano essere evitate. E’ quanto ha sostenuto Cristiana Valentini, avvocato del sindaco del comune in provincia di Pescara, Ilario Lacchetta: “La valanga era scientificamente prevedibile e i suoi disastrosi effetti erano totalmente evitabili, solo se la Regione Abruzzo avesse fatto la Carta di Localizzazione dei Pericoli da Valanga, la Clpv che era obbligatoria dal 1992”. Le responsabilità ipotizzate dal legale emergono di un'indagine difensiva preventiva eseguita da un pool di tecnici e legali incaricati dal Comune per “accertare la verità sulla tragedia di Rigopiano”.  "Il nostro pensiero è ancora e sempre per le vittime", ha dichiarato il sindaco di Farindola.

La tragedia dell'hotel Rigopiano.

Nel pomeriggio del 18 gennaio scorso presso la struttura ai piedi del Gran Sasso erano presenti 40 persone: 28 ospiti, tra cui 4 bambini, e 12 dipendenti. Erano circa le 17.40 quando una valanga ha investito e travolto l’albergo con una massa di neve, alberi e detriti con un fronte di 300 metri: “una forza pari a 4 mila tir a pieno carico” hanno spiegato gli inquirenti. Dalle macerie i Vigili del Fuoco hanno poi estratto vive 9 persone. La Procura di Pescara ora indaga per disastro e omicidio colposo. Le autorità stanno ancora acquisendo la documentazione relativa alle responsabilità eventuali prima dell’evento, ossia “chi non avrebbe fatto quello che era di sua competenza”, i nessi di causalità tra omissioni e morti, la ricostruzione tecnica legale delle morti, i momenti preparatori e le fasi successive all'allarme e l’ allerta soccorsi.