Innamorata di un ragazzino più grande di lei di un anno, Laura, 12enne, ha preso in mano il suo smartphone e scattato alcune fotografie in pose provocanti, allo scopo di accontentare le richieste del fidanzatino. Non credeva che la persona di cui era innamorata potesse utilizzare quel materiale per umiliarla sul web e arrivare poi a ricattarla e bullizzarla. Dopo qualche tempo, una volta finita la relazione iniziata sui banchi di scuola, Daniel, il classico ragazzo più in vista della scuola e corteggiato da tutte le compagne, ha prima pubblicato le fotografie della ragazzina in un profilo Instagram accessibile da chiunque, poi ha iniziato a minacciarla a più riprese insieme ad altre due coetanee della dodicenne. L'ex fidanzatino, insieme ad altre due ragazzine, ha iniziato ad appostarsi sotto casa di Laura, continuando a farle scherzi telefonici con numero anonimo, urlandole ogni tipo di insulto.  "Faccio schifo", "Non valgo nulla", "Mi sento brutta", "Mi voglio ammazzare" scrive in alcuni bigliettini nel silenzio della sua cameretta dove si rinchiude a piangere per ore, senza riuscire a raccontare nulla ai suoi genitori. Ammirata e invidiata da tutte le compagne per la relazione con Daniel, Laura diventa a causa del ragazzino lo zimbello della scuola, presa in giro da tutti.

I tre bulli non si sono limitati a pubblicare le fotografie su Instagram e ad appostarsi sotto casa di Laura, ma hanno anche iniziato a minacciarla e ricattarla dicendole che avrebbero inoltrato quelle immagini ai suoi genitori e agli insegnanti della scuola media torinese frequentata dalla ragazza. Avendo paura e volendo evitare una situazione considerata ancor più vergognosa della precedente, si sottopone a numerose umiliazioni pubbliche, accettando qualsiasi richiesta dei bulli che le impongono di leccare i piedi dei compagni e di mettere la faccia in una pozzanghera.

La vicenda, raccontata dal quotidiano La Stampa, è venuta allo scoperto grazie a un'amichetta poco più grande della giovane Laura che, ascoltando gli sfoghi della dodicenne, l'ha aiutata a superare la vergogna, a raccontare tutto ai suoi genitori e a denunciare il gruppo di bulli alle forze dell'ordine. Con la denuncia, partono le indagini e i bulli vengono identificati , ascoltati dalla polizia e le loro famiglie avvertite dei fatti. Avendo però tutti meno di 14 anni, per la legge non sono in alcun modo imputabili. I loro nominativi sono stati segnalati ai servizi sociali e in seguito alla denuncia i tre bulli dovranno seguire un percorso di recupero. Nel frattempo Laura ha cambiato scuola e ha ricominciato a vivere la sua vita, ma per cancellare il ricordo di questa assurda vicenda servirà molto tempo.