Ore 11: 20 – Renzi si avvia a concludere parlando della questione lavoro, con la riforma che non ha "un potere taumaturgico", ma che è un passo fondamentale: "Andiamo nei luoghi dove ci sono i problemi reali, i mille giorni servono a definire una missione ed un orizzonte, sapendo che non possiamo perdere un minuto di più […] Nel 2015 avremo le risorse per ampliare gamma ammortizzatori sociali riducendone il numero". Al Parlamento un messaggio chiaro: "Rispettiamo le prerogative istituzionali, ma siamo pronti anche ad operare d'urgenza". Infine sui diritti civili, "ci sarà una legge entro i mille giorni".

Ore 11:10 – Sui temi economici poi Renzi declina la "strategia condivisa ed unitaria" del Governo: abbassamento del carico fiscale, investimenti sul lavoro, semplificazione normativa. Da qui la rassicurazione: "Non ridurremo la qualità della vita degli italiani, non sacrificheremo stipendi e compensi in nome di un presunto miglioramento del sistema produttivo, perché non è così che si esce dalla crisi". Sulla giustizia poi l'affondo: "Abbiamo tempi enormi per i processi civili, il problema non è la riduzione delle ferie dei magistrati, ma non può esserci una sospensione di 45 giorni dei procedimenti giudiziari. Lo dico con sincerità: questo processo di riforma non può cancellare gli scontri del passato, io sono dalla parte di chi lotta per l'indipendenza della magistratura ma non si può consentire, ad esempio, che l'avviso di garanzia diventi un vulnus alla vita politica di un individuo". Decisa la difesa di Descalzi sulla questione Eni: "Scoop con avvisi di garanzia più o meno citofonati non possono mettere in pericolo migliaia di posti di lavoro o cambiare politica industriale del Paese".

Ore 10:55 – Il secondo blocco del discorso del Presidente del Consiglio è dedicato alla politica estera, con la nomina della Mogherini rivendicata come un successo del Governo e "paradossalmente" criticata anche in Italia (il riferimento è comunque alle tante perplessità degli osservatori internazionali") e con gli interventi del nostro Paese in accordo e collaborazione con gli altri Stati europei. Poi l'affondo sulle riforme istituzionali, a partire dal superamento del bicameralismo perfetto e dalla revisione del Titolo V della Costituzione. Obiettivo da cogliere "cambiando stile", che permetterà al Paese di uscire dallo stallo istituzionale con una riforma sensata ed efficace; in tal senso Renzi respinge al mittente le critiche sulla "svolta autoritaria", deridendo chi ipotizza "un golpe con la moviola". La riforma della legge elettorale deve invece essere prioritaria e non "entro i mille giorni".

Ore 10:45 – Renzi apre il suo intervento con un messaggio chiaro: "I mille giorni sono l'ultima chance per il nostro Paese, che ha la necessità di fare riforme importanti. I dati sono migliorati rispetto al passato, ma non possiamo ritenerci soddisfatti. Proponiamo di andare fino a fine legislatura, dandoci un orizzonte più ampio per cambiare il Paese, senza paura di intraprendere le riforme e senza paura del giudizio degli italiani". Il primo passaggio polemico è nei confronti dei "professionisti della tartina", dei "professoroni" che hanno sbagliato le previsioni e gestito male le redini del Paese ed ora pontificano con sicumera: "Noi", spiega Renzi, "stiamo con l'Italia che si spacca la schiena dalla mattina alla sera […] e alla fine dei mille giorni l'Italia tornerà a fare l'Italia".

Dopo la doccia fredda delle previsioni economiche dell'Ocse per l'Italia, il Premier Renzi questa mattina rilancerà il suo piano di riforme per il Paese davanti ai parlamentari in un discorso programmatico alle Camere. Per una "informativa urgente sulle linee di attuazione del programma di Governo" il Presidente  del Consiglio infatti sarà a Montecitorio alle 10.30, mentre replicherà probabilmente con lo stesso discorso anche al Senato nel pomeriggio a partire dalle 15. In particolare Renzi rilancerà il cosiddetto programma dei Mille Giorni rivendicando quanto fatto fino ad ora dal suo governo e confermando la tabella di marcia prevista. Del resto nei prossimi mesi in Parlamento approderanno molte delle riforme del governo e il premier chiederà uno sforzo a deputati e senatori per portare avanti tutti i provvedimenti in cantiere.

Renzi chiede collaborazione al Parlamento.

Quello del Presidente del Consiglio quindi sarà un messaggio di ampio respiro, si parlerà della riforma del lavoro già in cantiere, ma anche della giustizia, della nuova legge elettorale e delle riforme costituzionali. In particolare Renzi dovrebbe meglio definire alcune linee guida sulla riforma del lavoro e sulle altre riforme economiche ovviamente con un chiaro messaggio anche all'Unione Europea. Il Premier infatti dopo i botta e risposta con l'Ue e le previsioni economiche negative, probabilmente rilancerà gli impegni italiani ma chiederà anche all'Europa maggiore collaborazione. In serata poi per Renzi ci sarà un nuovo impegno alla direzione del Pd dove annuncerà un nuovo percorso del partito.