Update 11:15 – Dopo la condanna a tre anni di reclusione, Renato Soru si è dimesso da segretario del Partito democratico sardo. La richiesta di dimissioni era iniziata a circolare tra l'opposizione. Il leader della Lega Nord Matteo Salvini aveva ironizzato sulle "mele marce", dicendo che "se iniziano essere 110 allora è un problema". Il Movimento 5 stelle aveva chiesto che Soru lasciasse l'incarico da eurodeputato "il minimo sindacale per rispetto ai cittadini della Sardegna e d’Italia e di tutti gli imprenditori, artigiani e lavoratori che pagano le tasse regolarmente in questo paese", hanno dichiatato in una nota Manuela Serra e Roberto Cotti, senatori sardi del M5S, e Nunzia Catalfo capogruppo M5S Senato.

Beppe Grillo, invece, ha ribattezzato Soru "l'eurocondannatopd", e chiede: "Chi sarà il prossimo?"

Tre anni di reclusione per evasione fiscale. È la condanna inflitta al patron di Tiscali e segretario regionale del Pd sardo Renato Soru, accusato di aver evaso per 2,6 milioni di euro, nell'ambito di un prestito fatto da un'altra sua società – Andalas Ldt – a Tiscali. Il giudice del tribunale di Cagliari, Sandra Lepore, ha deciso per tre anni di reclusione, invece dei quattro chiesti dal pm Andrea Massidda. Soru è attualmente europarlamentare con il Partito democratico. Dal 2004 al 2008 ha rivestito la carica di presidente della Regione Sardegna.

Appena uscito dall'aula del tribunale cagliaritano, Soru ha detto ai cronisti che non si aspettava la condanna, una sentenza che giudica "ingiusta": "Mi aspettavo di essere assolto", ha commentato l'ex presidente della Regione. Quanto alla possibilità di dimissioni dalla guida del Partito democratico in Sardegna, il patron di Tiscali ha dichiarato che è un'ipotesi al vaglio: "Penso a tante cose, tra cui questa. È un momento molto grave della mia vita. Adesso andrò a casa, voglio stare un poco da solo. Non credo di aver commesso reati credo sia una sentenza che spero venga ribaltata nelle altre fasi del processo".

L'indagine, come ricostruisce La Stampa, era nata nel 2009 da un servizio della trasmissione televisiva Annozero relativo all'esistenza nel Regno Unito di società appositamente costituite per fare da schermo giuridico teso all’evasione fiscale. Tra queste veniva segnalata "Andalas Ltd", società riconducibile e Soru.

"Andalas, costituita nel 2003, con capitale due sterline", per l’accusa "era una società non operativa che non ha mai pagato una sterlina di imposte nel Regno Unito né un euro in Italia. L’unica operazione che ha fatto è stato un prestito di circa 27 milioni di euro a Tiscali Finance". Sempre secondo l’accusa nei cinque anni successivi Tiscali restituì parte del debito versando anche gli interessi alla Andalas. Ma i soldi non erano stati mai dichiarati né al fisco inglese né a quello italiano.

Lo scorso 28 gennaio, nel corso del processo, Soru aveva proclamato la sua innocenza: "Ho dimostrato di aver investito su un progetto industriale, quello di Tiscali, e non sul volermi arricchire". I legali avevano sostenuto in aula che l'ex presidente della Regione a causa della sua carica trascurava le sue aziende. "Sono chiamato in causa per un'operazione che solo per motivi formali da perdita, quale è stata, figura come un utile che però non ho realizzato", aveva spiegato Soru, dicendo di non sapere che "quell'operazione potesse essere rilevante. Ho fatto le cose senza cercare vantaggi fiscali, dimostrando di non mettere il denaro al primo posto. Ma questa vicenda si è trasformata in un incubo".