in foto: a sinistra Layla, a destra il padre Raymond

Una storia di abusi lunga ben 20 anni che ha trovato la sua conclusione. Sono 12 gli anni di carcere che la giustizia britannica ha inflitto a Raymond Prescott, originario di Clifton, vicino Nottingham, per aver abusato ripetutamente della figlia Layla Bell e averle causato danni psicologici permanenti. La donna ha rinunciato al suo diritto all’anonimato per raccontare la sua orribile storia al mondo.

La tremenda infanzia.

Oggi Layla ha 31 anni e porta su di sé e, soprattutto, dentro di sé tutti i segni della sua terribile infanzia, ma ha anche il coraggio di riuscire a parlarne. Gli abusi sono cominciati quando Layla aveva soltanto 7 anni. In un’occasione, il padre disse di volerle fare un regalo perché non bagnava più il letto e lui ne era orgoglioso: “Mi tolse la gonna con le sue mani, ma non riesco a ricordare del tutto ciò che accadde dopo – ha dichiarato Layla al Sun – ho lasciato quel ricordo fuori dalla mia mente perché via della giovane età in cui è accaduto, ma sapevo che era sbagliato”.

Raymond non faceva che ripetere a Layla che, dei suoi 6 figli, lei era la sua “preferita” e che ciò che facevano era “il loro piccolo segreto”. Quando erano in casa, il padre Raymond la palpava apertamente davanti al resto della famiglia affermando con soddisfazione: “sto facendo sesso con mia figlia”.

La dipendenza e i tentativi di suicidio.

Nel 2001, Layla aveva trovato il coraggio di denunciare tutto alla polizia ma fu costretta a ritirare la denuncia dopo essere stata insultata dai suoi stessi familiari. Fu allora che Layla iniziò a cercare sollievo al proprio dolore nell’alcol e nelle droghe. Gli abusi “non avvenivano regolarmente”, ha raccontato Layla, che ha alle spalle diversi tentativi di suicidio: “ho provato ad andare in overdose almeno 10 volte e non mi sento per niente stabile mentalmente”.

A causa dei suoi repentini cambi d’umore, Layla ha divorziato dal suo primo coniuge nel 2014 e non riesce a vivere col suo attuale marito, Karl Ball, di 33 anni. La 31enne ha quattro figli ma è costretta a vivere in una casa sicura per proteggersi dagli sbalzi morali: “mi è stato diagnosticato un disturbo borderline di personalità”.

La fine di un inferno.

L’ultimo tentativo di stupro da parte del padre risale al 2012. In quell’occasione Layla riuscì a registrare il padre mentre confessava i suoi abusi. Nella registrazione, che Layla ha trovato il coraggio di consegnare alla polizia di Nottinghamshire soltanto nel febbraio 2013, si può sentire Raymond affermare che, quello con la figlia, fosse “il miglior sesso che avesse mai fatto”, in quanto non riusciva a provare lo stesso piacere con nessun altro.

Il padre ha sempre rigettato le accuse ma, il 18 maggio 2016, ha ricevuto una condanna a 12 anni di carcere per i suoi atti orribili. “Tutto ciò mi ha rovinato la vita. Adesso posso finalmente lasciarmelo alle spalle”, ha dichiarato Layla ad un anno di distanza dalla sentenza.