Dopo l'astensione alla Camera dei Deputati, il Movimento 5 Stelle ha annunciato l'astensione alla votazione per l'approvazione dello Ius Soli anche in Senato. Tra le due votazioni, però, esiste una netta differenza: alla Camera, infatti, l'astensione vale come astensione pura, mentre al Senato viene conteggiata come voto contrario in virtù del regolamento in vigore a Palazzo Madama. Per spiegare la decisione, il Movimento ha pubblicato una nota sul Blog di Beppe Grillo, sostenendo: "C'è una sostanziale ipocrisia, perché la cittadinanza per chi è nato in Italia da genitori stranieri e risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito ed al compimento del diciottesimo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano, così come la cittadinanza acquisita dai genitori si trasferisce automaticamente ai figli minorenni che, in Italia, sono sempre tutelati che siano essi italiani o stranieri. Quello che ci propinano è un pastrocchio all'italiana che vuol dare un contentino politico a chi ancora si nutre di ideologie. Concedere la cittadinanza italiana significa concedere la cittadinanza europea, quindi un tema così delicato deve essere preceduto da una discussione ed una concertazione con gli stati dell’Unione Europea, per avere regole uniformi. Per questi motivi il MoVimento 5 Stelle, coerentemente con quanto già fatto alla Camera, sul tema dello Ius Soli esprimerà voto di astensione".

Dunque, per questi motivi il Movimento 5 Stelle ha deciso di non votare a favore dello Ius Soli al Senato, mettendo a rischio l'approvazione del provvedimento. A Palazzo Madama, infatti, la maggioranza di governo ha numeri decisamente risicati e, come successe per le unioni civili, ha necessità di raccogliere ulteriori consensi per mettere in sicurezza l'approvazione di determinati provvedimenti.

Facendo qualche ricerca e tornando indietro di qualche anno, precisamente al giugno del 2013, si scopre che il Movimento 5 Stelle ha depositato alla Camera un disegno di legge molto simile a quello in dirittura d'approvazione al Senato: primo firmatario il deputato M5S Giorgio Sorial, bresciano ma d'origine egiziana, con al seguito le firme di decine di parlamentari pentastellati a sostegno. Il disegno di legge, composto da tre articoli, si proponeva di concedere una sorta di Ius Soli temperato, ovvero di cambiare l'attuale normativa e rendere più semplice l'iter per la concessione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati residenti sul territorio italiano sin dalla giovane età.

In un'intervista concessa al Corriere della Sera nell'ottobre del 2013, Sorial spiegò

"A giugno, lei ha anche presentato alla Camera una proposta di legge sul «diritto di cittadinanza», a metà strada fra ius soli e ius sanguinis.

«Prevede un doppio percorso. La cittadinanza per chi nasce in Italia ma solo se da genitori stranieri di cui almeno uno vi risieda legalmente da non meno di tre anni o da genitori stranieri di cui almeno uno sia nato in Italia e vi risieda legalmente da non meno di un anno. Ma cittadinanza anche per meriti scolastici, ai bimbi che completano la quinta elementare o superano la maturità».

In sostanza, una normativa non troppo differente da quella proposta dal Partito Democratico. Nella proposta di legge di Sorial si legge: "Onorevoli Colleghi! Da molto tempo, nel nostro Paese, è nato, ed è tuttora in corso, un dibattito orientato a riscrivere la disciplina vigente sull'acquisto della cittadinanza italiana, che riconosca tale diritto non solo ed esclusivamente per un fatto di «sangue». È un fatto innegabile che lo jus sanguinis concepisca la nazionalità alla stregua di un gene che si trasmette per via ereditaria e non per partecipazione quotidiana a una società. La presente proposta di legge amplia le condizioni e i requisiti per l'acquisto, per nascita, della cittadinanza italiana, quale misura di integrazione positiva, idonea a produrre inclusione sociale, e di riconoscimento del percorso di radicamento avviato nel nostro territorio dalle persone di origine straniera che vi sono nate, che stabilmente vi abitano e che intendono, con pari diritti e doveri, partecipare alla vita culturale e socio-politica del nostro Paese". 

Il disegno di legge proposto da Sorial venne inizialmente proposto per la votazione sul Blog di Beppe Grillo, ma successivamente non se ne fece più nulla e nell'ottobre del 2015, quando alla Camera venne approvato lo Ius Soli proposto dal Pd, M5S si astenne. Come ricordano e cronache dell'epoca, riportate dal Fatto Quotidiano: "Il M5s aveva depositato un disegno di legge molto simile a firma dei deputati Dadone e Sorial e il 22 settembre scorso lo staff legislativo del Movimento aveva programmato una votazione sul blog per permettere alla base di esprimere un parere in merito, non si capisce perché alla fine il Movimento abbia deciso di non interpellare la rete e di astenersi durante la votazione avvenuta alla Camera il 13 ottobre scorso".