Il giorno che tanti ragazzi e tante ragazze in Italia odiano tanto e che tanti altri aspettano con ansia è arrivato: dopo un’estate di svago, viaggi, riposo e per qualcuno anche studio, oggi inizia l’anno scolastico 2017/2018 in alcune regioni italiane. Il tanto temuto primo giorno di scuola è arrivato per gli studenti di Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Trentino Alto Adige. Il 5 settembre avevano iniziato i giovani della provincia di Bolzano, mentre domani – 12 settembre – sarà la volta degli studenti di Lombardia e Molise. A seguire, il 13 toccherà ai ragazzi di Umbria e Veneto, il 14 a quelli di Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta, e, infine, il 15 settembre la scuola prenderà il via anche in Emilia Romagna, Marche, Puglia e Toscana.

Saranno oltre 8,6 milioni i ragazzi e le ragazze a tornare tra i banchi di scuola in questi giorni: 7 milioni 750mila di loro frequenteranno scuole statali per un totale di 370mila classi. Di questi, quasi un milione frequenterà la scuola dell’infanzia, circa 2 milioni e mezzo la scuola primaria, poco più di un milione e mezzo la secondaria di primo grado e poco più di due milioni e mezzo la secondaria di secondo grado. Oltre 800mila saranno gli insegnanti impegnati in questo nuovo anno scolastico che prende il via oggi in alcune regioni. Un anno, il 2017/2018, che vedrà anche l’introduzione di alcune sostanziali novità per studenti, genitori e anche docenti.

I vaccini obbligatori.

La prima novità viene prevista dall’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli studenti dagli zero ai 16 anni. Entro lunedì i genitori di bambini iscritti agli asili nido o alle scuole materne dovranno presentare la documentazione necessaria per dimostrare di essere in regola con la vaccinazione dei propri figli, tramite certificati di avvenuta vaccinazione o con autocertificazione o documentazione che dimostri l’avvenuta prenotazione per la somministrazione del vaccino. Qui il vademecum del ministero.

La promozione e gli esami.

L’anno scolastico, come da tradizione, si apre con il messaggio della ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, indirizzato a tutti gli studenti e al personale scolastico. Uno degli elementi di novità del nuovo anno scolastico viene introdotto proprio dalla ministra

L’anno che si apre presenterà alcune novità. Penso agli esami della scuola secondaria di I grado che, a partire da quest’anno, come previsto da uno dei decreti attuativi della recente riforma della scuola, daranno maggior peso al curriculum scolastico, valorizzando l’impegno che avete dimostrato nel tempo e non solo nelle prove finali. Nelle prime settimane di scuola arriverà una circolare con tutti i dettagli per spiegare al meglio a voi e alle vostre famiglie il nuovo esame. Per la prima volta nelle prove nazionali Invalsi debutterà l’inglese – partiamo con la primaria e la secondaria di I grado – per certificare le vostre competenze linguistiche, sulla base del quadro europeo.

I cambiamenti più rilevanti arriveranno nelle scuole elementari e medie. Per quanto riguarda le scuole primarie, la bocciatura sarà prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe. L’ammissione all’anno successivo sarà possibile anche con alcune insufficienze: spetterà poi alle scuole creare adeguati percorsi di supporto per colmare le lacune degli studenti. Per quanto riguarda le scuole medie, per la promozione sarà necessario aver accumulato un numero di ore pari almeno a tre quarti del monte ore annuale.

La vera novità riguarda l’esame di terza media che si terrà a giugno del 2018. Passano, infatti, da cinque a tre le prove scritte: italiano, matematica e lingue straniere. A queste si aggiunge un colloquio orale trasversale. Confermata la prova nazionale Invalsi, ma cambia anche in questo caso la modalità: si svolgerà durante l’anno e non riguarderà più solo la matematica e l’italiano, ma anche l’inglese.

L’esame di maturità e l’alternanza scuola-lavoro.

Nulla cambia per la maturità”, spiega la ministra Fedeli ricordando che il nuovo esame “debutterà a giugno 2019”. L’innovazione di quest’anno scolastico sarà l’entrata a regime dell’alternanza scuola-lavoro. “Centrale sarà l’introduzione della Carta che conterrà i diritti e i doveri di chi fa Alternanza, uno strumento che vi tutelerà e vi aiuterà a relazionarvi ancor più positivamente con questa esperienza – spiega la ministra dell’Istruzione -. Metteremo anche a disposizione delle vostre e dei vostri rappresentanti un ‘bottoncino rosso’ su un portale pensato apposta per l’Alternanza, che consentirà di evidenziare eventuali casi di cattivo andamento di questa esperienza”.

Per quest’anno scolastico e per l’esame di maturità previsto a partire dal 20 giugno non cambia quindi nulla. Le novità verranno introdotto l’anno prossimo, nel 2018/2019, quando partirà una sperimentazione più corposa per il cosiddetto liceo breve, ovvero una scuola secondaria di II grado di quattro anni: a partecipare saranno cento classi di cento diversi istituti italiani.

Una copia della Costituzione per tutti gli studenti.

Nel suo saluto agli studenti, la Fedeli ha tenuto a sottolineare alcuni elementi che dovranno essere introdotti e approfonditi con sempre maggiore attenzione dai docenti: la lotta alle fake news e al linguaggio dell’odio e un maggiore studio della Costituzione. “Insieme – scrive Fedeli – celebreremo i settant’anni della nostra Costituzione, in occasione dei quali faremo in modo che ognuna e ognuno di voi riceva questo testo fondamentale, che contiene tutti i valori e i tratti distintivi della nostra identità. È importante che lo conosciate. Vi assicuro che sarà una lettura che vi cambierà la vita”, scrive la ministra annunciando che tutti gli studenti e le studentesse avranno a disposizione un testo della Costituzione.

Insegnanti e dirigenti, un anno di passaggio.

Per quanto riguarda il corpo docenti le vere novità arriveranno non prima dell’autunno e riguarderanno soprattutto i prossimi anni scolastici. In autunno è attesa la partita sul rinnovo del contratto nazionale che potrà vedere qualche sviluppo con la legge di bilancio. Dal 2018 partiranno poi i nuovi concorsi che prevedono, dopo la selezione, un percorso teorico-pratico e porteranno all’inserimento di nuovi insegnanti entro il 2021 per ringiovanire il corpo docente. I concorsi dovrebbero poi tenersi a cadenza biennale e sulla base dei posti realmente disponibili.

Quest’anno, intanto, saranno almeno 100mila i supplenti in aula, secondo quanto stimato dai sindacati. Cattedre vuote si registreranno soprattutto al nord per quanto riguarda i professori di matematica, di lingue e di sostegno. In attesa anche i presidi: il prossimo concorso dovrebbe prevedere l’ingresso nel mondo scolastico dirigenziale di 2mila presidi, uno sforzo necessario anche per affrontare un nuovo record – negativo – registrato quest’anno: sono infatti ben 1.700 gli istituti affidati a un preside reggente.